Segnalibri | John Cassavetes. Un’autobiografia postuma

 

Hollywood è come quando entri in una camera d’albergo, pensi che sia la tua, e invece non è vero.

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Per una volta voglio credere che ci sia qualcuno che fa qualcosa non solo per guadagnarci, ma perché è fortemente, profondamente e sinceramente convinto. A me importa solo di fare un film in cui credo. Tutti gli altri, quelli che si trovano con me nella stanza, si preoccupano delle cifre, non delle persone e delle emozioni. Sono loro quelli a cui interessano solo i soldi. Non ci sono artisti nella stanza con me, solo banchieri. Sono completamente solo.

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Nel cinema ci sono fin troppe persone che non mi stanno molto simpatiche, e neanch’io sto molto simpatico a loro. Però devo averci a che fare. Le considero come una banca. Mentre parlo con loro mi sforzo di cancellare la mia opinione personale sulla loro solitudine, il vuoto della loro vita. Mi sforzo di non giudicarle troppo severamente secondo i miei principi, che dicono che non devi mai, mai mentire, e che devi lottare per quello in cui credi.

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Adoro questo film! (Ride.) Quindi so che sarà un fiasco. È sempre un fiasco quando ami qualcosa.

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Sono ossessionato dall’idea che le persone siano esseri umani e abbiano dei difetti, e che sia meglio che quei difetti imbarazzanti escano allo scoperto. Così non perdiamo tempo a nasconderli. Considero la vita una lotta, e il vero romanticismo sta nel non sottrarsi a questa lotta.

Ray Carney, «John Cassavetes. Un’autobiografia postuma» (minimum fax)

(Si può parlare dei libri con cui si lavora? Forse no. Però. Questo libro mi ha fatto innamorare e io non ho mai visto un film di Cassavetes. Non ancora.)

Ti dico un fatto

 

Fino a qualche sera fa non avevo mai letto Roberto Bolaño. Poi mentre il mio fidanzato guardava la partita mi sono rintanata sotto il piumone e ho iniziato Chiamate telefoniche (comprato non ricordo quando e dove, ma grazie a questo post). Volevo finirlo subito e invece a un certo punto ho iniziato a rallentare perché mi stavo divertendo troppo. Adesso mi mancano venti pagine e ho deciso che lo finirò solo dopo aver comprato un altro libro di Bolaño. Suggeriscimi quale.

(Altri propositi libreschi per il 2014: leggere tutto Bolaño.)

E poi:

Sto invitando un po’ di persone a partecipare a #CinqueLibri. Ho una lista lunghissima di nomi a cui tengo moltissimo perché non vedo l’ora di scoprire che libri consiglieranno e piano piano scriverò a tutti. Però vorrei che partecipassi anche tu. Se ti va puoi scrivermi qui.

E poi e poi:

Volevo scrivere un post su cose di lavoro (stanno uscendo un po’ di cose belle e poi da sempre voglio scrivere di Yates) e magari con più calma lo scriverò davvero (se ci fai caso, alla fine dei miei post arriva sempre l’elenco cose di cui scriverò prima o poi e poi però non le scrivo mai, ehm). Allora ti segnalo velocemente il minimum tumblr (che è appena nato ma mi sta già facendo divertire moltissimo) e ti dico anche che lunedì 27 io e Alessandro Grazioli saremo alla libreria Giufà di Roma per fare una lezione aperta su comunicazione web e ufficio stampa. L’incontro è organizzato dai corsi di minimum fax all’interno di una giornata che si chiama #OpenMonday e trovi i dettagli qui.

Wes Tirey – The Evening Tide

Cinque libri: Nadia Terranova

 

(Questa rubrica funziona così: cinque libri legati da un tema. Il tema e i cinque libri li sceglie l’ospite.)

(Sono molto contenta di inaugurare Cinque libri con Nadia Terranova perché appena le ho spiegato l’idea mi ha detto subito di sì. Forse è anche per questo che siamo amiche.)

I cinque libri che mi hanno fatto venire l’insonnia

di Nadia Terranova

Morire. Non fosse che per fregare l’insonnia.

Gesualdo Bufalino

1) Primo Levi: l’uomo, il testimone, lo scrittore, Frediano Sessi, Einaudi Ragazzi

Un tonfo e ci svegliamo di colpo. «Che è successo?», accendiamo la luce.

«È caduto Primo Levi».

Sono le tre e venticinque.

La sera prima, dopo un’estenuante ricerca per le librerie di Roma, avevamo finalmente trovato e comprato il libro di Frediano Sessi. L’avevo lasciato sul suo comodino.

«Ma poi come t’è venuto in mente di metterlo in piedi»

«M’era sembrata una cosa bella»

«Ma infatti, dormire con la faccia di Levi che ti guarda, semplicissimo, proprio».

Non mi riaddormento mai più.

2) Robert Louis Stevenson, opera omnia

Ho cominciato a non dormire a otto anni.

«Mamma, ho sognato che venivano i pirati e mi rapivano»

«Stai tranquilla, dopo dieci minuti che ti conoscono ti riportano indietro».

3) La storia, Elsa Morante, Einaudi

Una notte insonne che ricordo con affetto: ero adolescente e in vacanza finii la Storia singhiozzando.

4) Brian the Brain, Miguel Ángel Martin, Topolin Edizioni

Nel 2002, per la laurea, ricevetti (da due persone diverse) una macchina per scrivere e i fumetti di Brian the Brain. Quella notte dalla macchina per scrivere, pesantissima e ancora poggiata sul pavimento, uscì uno scarafaggio. Sentivo che Kafka mi stava dicendo qualcosa, mi stava donando un segno sul mio futuro (tipo «Vai a zappare che è più cosa tua»). Fu allora che le terribili storie del piccolo Brian mi fecero compagnia fino al mattino.

5) Atlante delle isole remote. Cinquanta isole dove non sono mai stata e mai andrò, Judith Schalansky, Bompiani

Leggo di notte quando non dormo, cioè spesso. Verso le sei di solito mi concedo un pisolino, finalmente riposata e grata all’autore che mi ha tenuto compagnia. Di recente, in una sola notte, sono stata su cinquanta isole, alcune delle quali hanno storie e nomi indimenticabili: Solitudine, Isola del Possesso, Ascensione. Non sono del tutto sicura che visitarle di giorno sarebbe stato lo stesso, o forse è quello che mi racconto per rimandare da vent’anni quel mezzo Tavor.

Diario di una lettrice

 

Io i libri li compro e poi li dimentico. Poi a un certo punto li prendo scegliendoli a caso e li inizio. Mi piace stare in piedi davanti alla libreria come si sta in piedi davanti a un armadio spalancato a chiedersi cosa mi metto?. Non è facile scegliere e io passo più tempo a decidere cosa leggere che a decidere cosa mettermi.

C’è il libro da comodino e quello da borsa; il libro da viaggio e quello da bagno. Da inverno, da estate, da divano, da spiaggia, da sala d’aspetto. Potrei continuare all’infinito.

Martedì ho pescato Il 49esimo Stato di Stefano Amato (Transeuropa/Feltrinelli) e ho deciso che sarebbe stato il libro da borsa-per-andare-al-lavoro della settimana. Lo sto leggendo solo durante il tragitto di andata (perché al ritorno preferisco le riviste o cose di lavoro) e secondo i miei calcoli lo finisco domani. Mi sono affezionata ai Dead Giulianos, la punk band protagonista del romanzo. Non sarà facile lasciarli andare via.

Di questo libro vi racconto solo la premessa: siamo nel 1978 e sono trent’anni che la Sicilia fa parte degli Stati Uniti. I Dead Giulianos vogliono suonare con i Ramones e ovviamente succede di tutto.

Questo è uno di quei libri di cui di immagini subito il film, con i ragazzetti un po’ sgarrupati che fanno tenerezza e che vorresti aver conosciuto al liceo. L’ho comprato alla libreria Controvento di Telese durante le vacanze natalizie (e della libreria vi racconterò poi perché merita un post a parte).

Ho la sensazione che Stefano Amato si sia divertito molto a scriverlo. Fa partire bene una giornata e ti fa sorridere mentre lo leggi.

(E poi io voglio la maglietta dei Dead Giulianos. Esiste?)

Altre letture in corso:

  • due libri da comodino che alterno e non voglio finire perché poi sono finiti e non so come fare: Diglielo da parte mia di Joan Didion (E/O) e Ballando a notte fonda di Andre Dubus (Mattioli 1885);
  • due libri da bagno che non c’entrano niente l’uno con l’altro: I Maigret vol.1 di Georges Simenon (Adelphi) e L’amore molesto di Elena Ferrante (E/O)(non mi chiedete in base a cosa scelgo un libro da bagno perché non lo so nemmeno io);
  • Giochi di società di Dorothy Parker (BUR Rizzoli) che vorrei finire una sera sul divano mangiando cioccolato fondente.

Ultimi libri del 2013:

Prima che tu mi tradisca di Antonella Lattanzi (Einaudi Stile Libero) e Il ministero della bellezza di Marco Lazzarotto (Indiana). Il primo l’ho letto durante un viaggio in pullman e il secondo sotto il piumone. Per motivi diversi sono belli entrambi e ve ne parlo alla prima occasione.

Aggiornamento propositi libreschi 2014: 

Gruppo di lettura con merenda sia. Sto lavorando per voi. Nel frattempo, se siete a Roma palesatevi nei commenti e iniziamo a contarci.

E poi:

Questo blog sta per inaugurare una rubrica. Una vera rubrica con degli ospiti. Debutta lunedì.

Nouvelle Vague – Guns of Brixton

Propositi libreschi per l’anno nuovo

 

5. Leggere più libri di saggistica. La saggistica è come la verdura, fa bene alla salute.

4. Leggere in inglese. Quando leggo testi lunghi in inglese sono lentiiissima e dopo un po’ mi perdo. Nel 2014 voglio diventare una lettrice supersonica anche in lingua originale.

3. Leggere più graphic novel. Voglio colmare questa lacuna: sono partita da questo post di Junkiepop che avevo salvato su Feedly tempo fa e ho aggiunto tutti i titoli alla wishlist. (Se avete altri suggerimenti, ditemi pure.)

2. Leggere più libri per bambini. Iniziando da Roald Dahl, che non ho ancora letto (ma che sto regalando a mio nipote, libro dopo libro).

1. Partecipare a un gruppo di lettura. Ne vorrei uno in cui ogni lettore o lettrice racconta un innamoramento letterario e poi si torna a casa con una nuova lista di cose da leggere (o, ancora meglio, si comprano d’impulso lì in libreria). (Sì, perché il mio gruppo di lettura dei sogni si incontra in libreria e parla di libri facendo merenda.) (Se esiste un gruppo di lettura così a Roma, fatemi un fischio e ci vado di corsa. Se non esiste, quasi quasi lo organizzo io.)

Innamoramenti musicali 2013 parte seconda: Cosmo

In cui vi direi quali sono i miei libri dell’anno, se solo me li ricordassi

 

All’inizio erano solo piccoli vuoti di memoria. Me la cavavo con un quando sono a casa controllo dopo l’altro. Mi bastava dare un’occhiata velocissima alla libreria per ricordarmi i libri più belli. Poi, dopo l’ultimo trasloco, è iniziata la tragedia: avendo i libri ormai sparsi tra casa dei miei, casa dei genitori del mio fidanzato e casa nostra e soprattutto avendo portato nella nuova casa solo cose da leggere, non riuscivo più a ricordare le mie letture preferite. Solo per indicarne cinque non minimum fax per lo speciale di Natale ho impiegato ore e scelto solo quelle che avevo a portata di sguardo.

Alla fine mi sono arresa e ieri ho ripreso ad aggiornare il mio profilo aNobii.

E poi.

Le prime tre cose libresche del 2013 che mi vengono in mente

  • quando Jennifer Egan mi ha fatto una di quelle facce un po’ così che mi fa la gente quando mi vede immersa nel mio smartphone/iPad e mi ha detto tu twitti veramente tanto, eh?.
  • tutto il circo del premio Strega: quando sono tornata nella mia città per la presentazione della dozzina e mia madre ha accolto Alessandro e Paolo Cognetti a colpi di mozzarella di bufala; quando sono stata alla Fondazione Bellonci per la votazione della cinquina e ho visto cose che voi umani (compresa un’astrologa che mi ha predetto il futuro); quando dopo la cinquina, uscita dalla Fondazione Bellonci, non riuscivo a smettere di piangere; quando sono sopravvissuta alla finale al Ninfeo nonostante i tacchi e il vino bianco; quando ho letto la dedica che Paolo mi ha scritto sul Nuotatore poco dopo lo Strega (e ovviamente ho pianto di nuovo).
  • tutte le chiacchiere con Rossella e Alessandro, perché prima o poi gireremo una serie sull’ufficio dell’ufficio stampa di minimum fax e perché non dimentico mai quanto sono stata fortunata ad averli incontrati.

Mi dite le vostre?

Auguri (e dita incrociate, sempre).

Baustelle – Fantasma (tutto l’album)

#cosebelle da leggere

 

moonrisekingdom

- il librario dell’avvento di Nadia Terranova: un libro bello bello al giorno aspettando Natale;

- la rubrica unacanzoneunlibrounfilm di lauralali su Junkiepop perché ogni volta mi fa scoprire una chicca;

- i libri dell’anno secondo la redazione e i collaboratori di Studio: vorrei comprarli tutti;

- Abbiamo le prove, la rivista online di Violetta Bellocchio piena di femmine che sanno scrivere e raccontano storie vere;

- sul blog della casa editrice Topipittori ci spiegano perché è importante regalare libri ai bambini.

E poi: è tornato online l’archivio di SettePerUno, il progetto che mi ha un po’ cambiato la vita. Fateci un giro: c’è il post che per capire cos’è e c’è anche l’antologia in ebook da scaricare gratuitamente.

Moonrise Kingdom – End Credits 

Diario minimo di una fiera vol.4

 

Cose da ricordare dell’ultimo giorno di fiera:

- Edna O’Brien e Raffaele La Capria che mi fanno commuovere e mi spalancano il cuore;

- i bambini seduti per terra a leggere;

- gli abbracci strettissimi e gli incontri a sorpresa;

- una ragazza che mi dice tu non sai chi sono io ma io so benissimo chi sei tu perché ti seguo ovunque, anche su Instagram (e io voglio sprofondare e non riesco a dirle niente di intelligente);

- una lettrice giovanissima che viene allo stand con i genitori e compra La ragazza dai capelli strani di Wallace e io le faccio i complimenti e i genitori fanno quella faccia che fanno i genitori di superlettori, un po’ fiera e un po’ a disagio, come se i figli fossero un po’ degli alieni;

- quando mi accorgo che a comprare più libri e a fidarsi dei consigli sono sempre le femmine;

- quando mi accorgo che manca un’ora alla chiusura e penso che finalmente potrò riposarmi ma che tutta questa adrenalina mi mancherà;

- l’ultimo giro di shopping mentre tutti impacchettano;

- tutti i libri che non sono riuscita a comprare (soprattutto questi);

- quando mi sono accorta che durante questa fiera le chiacchiere con i lettori hanno battuto i tweet.

libri3

Il giro finale l’ho fatto con Alessandro e siamo riusciti a passare solo da EDT e :duepunti. Ho un ricordo un po’ confuso del giro finale e vorrei riuscire a ricostruire chi mi ha consigliato cosa, ma al momento non ci riesco e so solo che uno dei tre libri :duepunti me l’ha regalato Andrea, uno dei tre editori. Da Indiana sono andata durante una pausa per farmi firmare Il ministero della bellezza da Marco Lazzarotto (che ho conosciuto qualche anno fa leggendo Le mie cose, bellissimo) e per prendere il libro di Chabon che desideravo da un bel po’.

E adesso ci vediamo a Torino.

Per finire, una cosa utile: sulle fiere editoriali dovreste seguire il dibattito che sta ospitando Federico Novaro sul suo blog. Merita davvero.

Arcade Fire – Reflektor

Diario minimo di una fiera vol.3

 

Il terzo giorno di fiera è quello in cui superi un certo scalino mentale e ti abitui al loop di stanchezza e adrenalina.  Poi arriva la tradizionale festa di minimum fax a darti la mazzata finale.

(La scena è sempre la stessa: torno a casa, mi rilasso un attimo, tolgo le scarpe e mi ritrovo i piedi gonfi di Sora Lella. Mi addormento un attimo sotto il plaid, mi lamento ma poi mi faccio forza, mi lavo, mi cambio, mi trucco, mi rimetto i tacchi e quando arrivo alla festa ballo e mi diverto pure.)

La cosa più bella della giornata: una ragazzina di quattordici anni è tornata due volte e ha comprato Undici solitudini di Yates, America oggi di Carver e Tenera è la notte di Fitzgerald. Volevo abbracciarla (e invece dopo averle chiesto l’età le ho detto una cosa tipo sei la speranza dell’Italia e credo di averla traumatizzata per sempre).

La domanda che mi hanno fatto più volte: avete una collana di poesia contemporanea?

Il mio momento preferito: quando stai consigliando un libro e un lettore interviene per dire che sì, quel romanzo è bello davvero.

La sorpresa assurda: è passato a trovarmi il mio amico Alessio e mi ha regalato La metamorfosi di Kafka in lituano nepalese. Ci sono pure le figure.

libri2

Ho fatto il solito giro veloce prima della chiusura. Avrei comprato più libri, ma molti degli editori che mi interessavano non avevano il bancomat. Sarà stato un segno del destino.

Da Chiara di Elliot ho preso Ragazze di campagna (come vi avevo detto ieri) e mi sono fatta consigliare un suo preferitissimo. Poi sono passata da Marcos Y Marcos e mi sono fidata di Federico. Quanto mi piace dire fai tu.

Oggi è l’ultimo giorno e nonostante la stanchezza e i pensieri al rallentatore, so già che questo circo mi mancherà. Fiera batte ufficio (ma festival batte fiera).

David Bowie – Heroes

Diario minimo di una fiera vol.2

 

Ieri ho incontrato un sacco di persone che non vedevo da un po’. Ho chiacchierato così tanto da aver perso la cognizione del tempo e lo stimolo della sete. Già la fiera è una specie di dimensione alternativa, uno strano pianeta con un microclima tropicale e del cibo pessimo; se poi ci aggiungi un incontro dopo l’altro, arrivi a sera confusa e disidratata. Però sorridi.

Mi hanno consigliato di leggere Kaputt di Curzio Malaparte e me lo appunto qui così non lo dimentico. Io ho consigliato moltissimo il mio romanzo americano dell’anno, È il tuo giorno, Billy Lynn! (e subito dopo c’è Versioni di me di Dana Spiotta) e cercato invano di ottenere un disegnetto da Zerocalcare perché la fila era veramente lunghissima.

Alle otto sono riuscita a fare un veloce giro di shopping e in quindici minuti ho comprato cinque libri. E la fiera non è ancora finita.

librifiera

Di Orecchio Acerbo avrei comprato tutto lo stand, ma mi sono trattenuta. Il mio fidanzato mi ha chiesto ma questi sono per te o per i nipoti? e io gli ho risposto non lo so, intanto li ho comprati. Se c’è una casa editrice a cui è impossibile resistere, è sicuramente Orecchio Acerbo. Provare per credere.

I libri E/O li ho scelti così: Joan Didion perché ho letto questa recensione di Laura Pezzino (e perché so che Giulio ci tiene moltissimo) e Christa Wolf perché il secondo libro l’ho fatto scegliere a Gabriele che era lì allo stand dicendogli dimmi un tuo preferitissimo e lo compro a scatola chiusa (anche perché io le quarte di copertina e le bandelle non le leggo mai, ormai dovreste saperlo). Il sesto libro è un regalo e io con i regali editoriali mi sento sempre un po’ a disagio perché, come scrivevo in una mail poco fa a qualcuno che mi proponeva di leggere e recensire/segnalare il suo libro, quando posso cerco di non farmi regalare libri dagli addetti ai lavori perché poi leggere mi sembra una cosa tipo fare i compiti, soprattutto perché non faccio la blogger letteraria e non recensisco libri di professione. A questo regalo non potevo dire di no perché chi me l’ha fatto sa che ho amato questa intervista e sa anche che leggerò prima Ragazze di campagna (che spero di riuscire a comprare proprio oggi).

E voi, ci siete stati in fiera? Se avete libri da consigliare, lasciatemi un commento. Cerco sempre una scusa per allungare ancora un po’ la mia infinita wishlist. :)

Devo – (I cant’ get no) Satisfaction