31 cose di libri/12: regalare libri a Natale

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(Nella foto: la campagna lanciata da Federico Novaro contro i libri brutti.)

Fino a qualche anno fa sotto Natale impacchettavo libri da Feltrinelli per beneficenza. Lo ammetto: lo facevo per poter spiare gli acquisti della gente. E la gente, purtroppo, regalava soprattutto libri brutti.

Precisiamo: da me non sentirai mai dire frasi tipo o leggi Dostoevskij o morte. Anzi, mi piacciono i libri scacciapensieri che non si prendono troppo sul serio.

Però non c’è niente di peggio dei regali di Natale scelti senza pensare e comprati solo per fare bella figura (che poi non so come si possa fare gli originali regalando l’ennesimo libro di Bruno Vespa). Se poi i libri brutti li regali a chi già non legge o legge poco, crei in cinque minuti nemici giurati della lettura.

Come si fa a scegliere il libro giusto per la persona giusta? Fai un identikit: cosa le piace? Vale tutto: musica, cibi, colori, abitudini. Poi vai in libreria e guardati intorno: non pensare solo alle novità o alle mode del momento; i libri non hanno data di scadenza ed è bellissimo far scoprire a qualcuno delle chicche nascoste. Pensa ai tuoi libri preferiti e non avere paura di osare (tipo: a me piace un sacco regalare libri per bambini agli adulti). Se hai bisogno di aiuto, chiedi al libraio o alla libraia: sceglili con attenzione e poi affidati a loro. Oppure mandami una mail: in un mondo ideale farei la ballerina o la personal bookshopper.

[Domani Oggi, mercoledì 17 dicembre, dalle 17 alle 22 minimum fax invita in casa editrice i lettori e le lettrici per brindare, chiacchierare, farsi gli auguri e scegliere i regali di Natale e io ne approfitto per consigliare spassionatamente i miei preferitissimi. Tipo questo. Ci vediamo domani?]

31 cose di libri/11: persone che fanno venire voglia di leggere

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(Questo esperimento funzionerebbe meglio se mi decidessi a scrivere i post usando l’app di WordPress mentre sono in giro o magari svegliandomi all’alba. Invece arrivo a sera e crollo sul divano, ehm.)

(Nella foto: un libro bello.)

Ho un sacco di teorie strampalate su tantissime cose, anche sui libri: sono convinta che non si leggano mai per caso. Posso desiderare un libro per anni e non comprarlo mai solo perché non lo trovo in libreria. Se non lo trovo mi dico che non è ancora il momento giusto per leggerlo e invece di ordinarlo ne compro un altro, magari totalmente inaspettato. E così via, fino a quando non mi ci imbatto.

Come nasce il desiderio di un libro? Io che con i libri ci lavoro me lo chiedo tutti i giorni.

Ci sono delle persone che mi fanno venire voglia di leggere perché sanno parlare di libri in modo appassionato e mai saccente.

Cose e persone che fanno venire voglia di leggere:

Mi dici le tue?

31 cose di libri/10: Romina Paula

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Non voglio chiedere a tua madre, non so bene perché, forse mi vergognerei un po’ se credesse che ci penso ancora, o qualcosa del genere. Forse non è nemmeno questo, forse semplicemente ci sono delle risposte che non ho voglia di stare a sentire, che ne so. Odio il fatto che queste cose debbano essere così, così scabrose, gli ex fidanzati. La cosa strana è, da un giorno all’altro, non sapere più niente della persona con cui condividevi tutto, che conoscevi intimamente, condividevate tutto, ogni giorno, tutto quello che succedeva ogni giorno e dopo, all’improvviso, da un momento all’altro, non sai più niente e non hai neanche il diritto di chiamarlo oppure sì, chiamalo pure, ma tutto diventa imbarazzante, anche le cose più semplici diventano imbarazzanti. Smettere di avere diritto all’altro, perderlo completamente, come se niente fosse.

Odio questa cosa, quella morte artificiale, un assaggio di morte: convivere con l’idea che quella persona sparisca, è sparita, è uscita dalla tua vita e non hai più il diritto di sapere niente di lui. Di lei. Della persona. È assurdo, violento.

•••

Locali notturni pieni di fumo, corpi e possibilità, anche se non sempre, comunque la prossimità e quel trascinarsi, buttarsi su, contro quegli altri corpi e a volte, a poco a poco, entrarci, entrarci lì, in tutto, entrare. Rubare un po’ di loro stessi quando non se ne accorgono, con attenzione, fare in modo che non se ne accorgano, o sì, che se ne accorgano ma comunque non possano accusarci di niente, di niente da cui non ci si possa difendere.

Questo libro sembra una lettera scritta di getto per qualcuno che non c’è più. L’ho letto velocissimamente, andando e tornando dal lavoro, e ho fatto un sacco di orecchie a tutte le pagine che non voglio dimenticare. Dentro ci sono gli anni Novanta e tanta, tantissima nostalgia.

Agosto di Romina Paula lo desideravo da quando ho letto questa recensione di Tiziana Lo Porto.

Mi dico che non è un voler fuggire, tutto il contrario, è combattere il voler rimanere, perché io rimarrei, sarei sempre voluta rimanere, vorrò sempre tornare, questo è chiarissimo, ma è altrettanto chiaro, credo, è quello che sto decidendo, che è proprio quella distanza, quella tensione, a sostenermi. Quel desiderio di qualcos’altro. Se l’ottengo, soccombo. Se rimango qui, soccombo. Questo lo so.

(Agosto, Romina Paula, laNuovafrontiera. Traduzione di Violetta Colonnelli.)

31 cose di libri 6, 7, 8 e 9: alla fine della fiera

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(Lo ammetto: avevo un po’ sottovalutato la stanchezza da fiera. Sto invecchiando, signora mia.)

6.

Fenomenologia del lettore da fiera

  • quella che dice sempre non lo comprare, te lo presto io!
  • quella che si fa accompagnare dai genitori e sceglie libri pesantissimi mentre la madre sorride un po’ fiera e un po’ imbarazzata
  • quella che compro tutti i libri che consigliano a Fahrenheit
  • quello che David Foster Wallace devi leggerlo solo in originale
  • quello che adesso fammi una proposta di sconto e poi trattiamo
  • quello/a che fa la faccia che fanno i fidanzati il sabato pomeriggio mentre aspettano le fidanzate all’ingresso di Zara
  • quella con la lista piena di titoli fuori catalogo
  • quello che annusa i libri
  • quella che fa scegliere il libro alla figlia che non sa ancora leggere

7.

Fenomenologia dell’addetto ai lavori in fiera

Gli editoriali si dividono in due categorie: quelli che i libri li comprano e quelli che i libri li scroccano (o li vorrebbero scroccare). Fateci caso: sono sempre i secondi che si lamentano perché non esistono più i lettori forti di una volta.

8.

Cosa ho comprato in fiera

  • Agosto, Romina Paula (laNuovafrontiera) (e l’ho già finito)
  • Dai un bacio a chi vuoi tu, Giusi Marchetta (Terre di mezzo)
  • Il posto più strano dove mi sono innamorata, Mari Accardi (Terre di mezzo)
  • Babele 56, Giorgio Fontana (Terre di mezzo)
  • Festa d’amore, Charles Baxter (Mattioli 1885)
  • Voci dalla luna, Andre Dubus (Mattioli 1885)
  • Il grande cielo, A.B. Guthrie (Mattioli 1885)
  • Fisica della malinconia, Georgi Gospodinov (Voland)
  • Ingredienti asiatici, Jody Vassallo (Guido Tommasi Editore)

(E i desideri di questo post? Sono ancora in sospeso. Ritenterò.)

9.

Cose che ricorderò di Più libri più liberi 2014

  • i lettori e le lettrici giovanissimi e informatissimi
  • quelli che dopo un anno sono tornati a dirmi che avevo suggerito i libri giusti
  • la vita da stand e le risate con Maura, Rossella e Costantino
  • gli abbracci, tutti

31 cose di libri/5: storia di un matrimonio

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Sono fan di Federico Novaro da anni. Il suo blog è intelligente e pieno di spunti ed è uno dei pochi che cito sempre quando intervengo a un corso di editoria.

Federico ha scritto un libro, Love Song. Storia di un matrimonio, che secondo me dovrebbero leggere tutti.

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Oggi ho riabbracciato Federico in fiera, mi sono fatta autografare il libro e ci siamo raccontati un po’ di fatti nostri e dei nostri matrimoni.

Non gli ho detto che quando ho letto Love Song ho pianto, né che quando mi sono sposata ho espresso un desiderio per tutti i miei amici e amiche che progettano di sposarsi all’estero perché in Italia non possono farlo: ho incrociato fortissimo le dita perché possano avere la famiglia che immaginano e perché i nostri figli possano crescere insieme.

Gli ho detto: il tuo libro è bellissimo e importante, vediamoci più spesso.

Quello di Federico è uno di quei libri che andrebbe regalato ad amici e parenti, lasciato in giro sulle panchine, letto a scuola.

Scrive Federico: Passiamo la vita nel tentativo sfibrante di assomigliare a qualcosa, sia pure a qualcosa che crediamo di avere immaginato noi. Non possiamo far altro. Eppure, se per un momento sapessimo, non liberarci dai modelli, che è impossibile, ma invece capirne la provenienza, decifrarne l’origine, la nostra vita sarebbe così più bella. Merita la pena tentare.

•••

Credo che ci fossimo riconosciuti. Che la prima volta in cui ci siamo visti avessimo capito che saremmo dovuti andare insieme a casa, fare lo spazio negli armadi, sulla mensola del bagno, semplicemente.

Provate a non commuovervi mentre guardate questo video.

31 cose di libri/4: dieci desideri

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(Nella foto: Londra, una libreria e mio marito.)

Il problema delle fiere è tra una chiacchiera e l’altra allo stand resta sempre troppo poco tempo per girare con calma e comprare libri con lucidità. L’anno scorso è andata così.

Quest’anno vorrei:

  • un libro su New York
  • un libro da vacanze di Natale
  • un libro per bambini divertentissimo
  • un libro lunghissimo
  • un libro di poesie
  • un libro che mi spezzi il cuore
  • un libro di cucina che si legge come un romanzo
  • un saggio che mi convinca ad appassionarmi alla non fiction
  • un libro da leggere in tram
  • un libro da leggere ad alta voce

Io non leggo le quarte di copertina e mi fido moltissimo dei consigli degli altri: cosa compro alla fiera della piccola e media editoria?

31 cose di libri/3: il kit da fiera

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Cose che ho davvero nel mio kit da fiera:

  • caricabatterie
  • carta/penne/forbici
  • agenda e quadernetti vari
  • salviette rinfrescanti/deodorante
  • gomme da masticare/caramelle per la gola
  • pochette con i trucchi
  • lenti a contatto di ricambio/collirio
  • snack a caso che poi non mangio mai
  • acqua

Cose che vorrei davvero nel mio kit da fiera:

  • pasti in pillole tipo quelli degli astronauti
  • un altro paio di piedi
  • flebo al gusto caffeina
  • nebulizzatori che spruzzano acqua termale
  • massaggiatore shiatsu
  • amaca
  • maestro zen
  • visagista delle dive
  • un superpotere che immobilizza la vescica
  • corde vocali di ricambio
  • suggeritore invisibile che mi ricorda chi è chi senza sbagliare mai
  • controfigura per scappare ogni tanto a vedere un incontro/comprare dei libri
  • carrello bar che recapita cocktail dopo le 18
  • risponditore automatico che spiega a tutti dov’è il bagno
  • elisir di giovinezza per andare a tutte le feste e aprire lo stand la mattina dopo dormendo solo due ore (senza avere nemmeno le occhiaie)

Da domani a lunedì 8 mi trasferisco al Palazzo dei Congressi di Roma per Più libri più liberi, la fiera della piccola e media editoria.

Io faccio la suggeritrice di libri belli allo stand E10. (Qui gli appuntamenti minimum fax.)

31 cose di libri/2: il gruppo di lettura che vorrei

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(Nella foto: souvenir londinesi comprati da Waterstone’s)

Il mio gruppo di lettura ideale me lo immagino come un cineforum a tema. Scegli un autore e poi leggi tutti i suoi libri insieme agli altri e li commenti mangiando e bevendo, incontro dopo incontro, libro dopo libro.

Nel mio gruppo di lettura ideale c’è sempre dell’ottimo cibo e la gente si toglie le scarpe e si mette comoda e legge ad alta voce e gioca al fantacast e discute animatamente su quale attore dovrebbe interpretare il protagonista se quel libro diventasse un film.

C’è sempre qualcuno che racconta degli aneddoti – dei fatti – sulla vita dell’autore e all’ultimo incontro ci sono le palette e la lavagna per votare libro/personaggio/scena/incipit migliore. E si ride un sacco anche quando si leggono romanzi che fanno piangere.

La prima regola del mio gruppo di lettura ideale è non si parla di editoria, ma solo di libri.

31 cose di libri/1: iniziare a leggere Infinite Jest

Infinite Jest me l’hanno regalato cinque anni fa, ma l’ho lasciato a fare tappezzeria fino a stasera. Forse mi serviva la scusa giusta per iniziarlo e devo ringraziare Chiara che ha pensato a una lettura collettiva su Twitter con #OhMyJest. A che serve un hashtag per un libro? È come un segnale luminoso che ti fa sapere che da qualche parte c’è qualcun altro che sta leggendo le stesse pagine che leggi tu. Con un libro così lungo, poi, è una specie di incoraggiamento, un allenatore che ti incita insieme a una squadra di cheerleader. Se arrivo fino in fondo non vinco niente, ma so già che se ci sarà da faticare ne varrà la pena.

«Il ragazzo legge come un aspirapolvere. Digerisce le cose».  

(La lettura supersonica va molto meglio, grazie. A novembre ho letto sei libri. Forse il punto è sempre lo stesso, incontrare le storie giuste. Non perfette, ma giuste. Un po’ come con le persone.)

Confessioni di una (ex) lettrice supersonica

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Non sono più la lettrice supersonica di una volta. Ho sempre lo smartphone in mano, mi distraggo, ma per assurdo leggo più intensamente quando sono sui mezzi pubblici e intorno a me c’è il delirio. Leggo pochissimo d’un fiato, forse perché adesso il tempo per leggere e basta mi sembra diminuito o forse perché da quando leggere è anche un lavoro per staccare guardo più serie tv. Mi piacciono i viaggi in treno perché riesco a divorare romanzi interi e a dimenticare dove sono e dove sto andando e continuo a cercare libri che mi lascino con il battito un po’ accelerato e con gli occhi diversi.

Adesso sto leggendo (sparsi tra la borsa, il bagno e il comodino):

  • La ferocia, Nicola Lagioia (Einaudi)
  • Non abitiamo più qui, Andre Dubus (Mattioli 1885)
  • Uscirne vivi, Alice Munro (Einaudi)
  • Shotgun lovesongs, Nickolas Butler (Marsilio)

Questo mese sono stata due volte in libreria (alla libreria Controvento di Telese e alla libreria minimum fax qui a Roma) e tutte e due le volte sono uscita con dei sacchetti pieni e con la sensazione di non averne ancora abbastanza. Ho smesso di usare Anobii per tenere traccia delle letture e dei desideri e spero di riuscire a farlo qui perché certe liste di libri sono un po’ delle mappe che che ti dicono dove sei e a volte ti mettono più a fuoco di una fotografia.

Max Gazzè – L’origine del mondo