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«Avevo un sacco di amici e li ho persi il giorno dopo essere diventato famoso.»

Truman Capote

Ci sono i libri e ci sono io. E le Converse rosse e la frangetta e certe canzoni che mi fanno venire voglia di ballare alla fermata del tram.

C’è una mattina di fine marzo che cambia tutto e mi ritrovo a fare il lavoro che volevo nella casa editrice che volevo. C’è che ancora non me ne rendo perfettamente conto.

C’è la mia vita che fa uno scarto improvviso e il tempo giorno dopo giorno inizia ad assottigliarsi, evaporando. Ci sono le sette di sera di certe sere che tornando a casa mi sembra di riemergere da una dimensione parallela.

C’è che mi hanno detto che sembro un manga.

Ci sono frasi stucchevoli come “i veri amici si riconoscono nei momenti felici, non in quelli tristi” che si rivelano verità zen.

Ci sono io che tutte le mattine in metropolitana spio le letture della gente.

C’è questo posto nuovo, vuoto. Per tutti gli istanti più lunghi di 140 caratteri che vorrò fermare.

[Beirut – Nantes]

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