Segnalibri | John Cassavetes. Un’autobiografia postuma

Hollywood è come quando entri in una camera d’albergo, pensi che sia la tua, e invece non è vero.

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Per una volta voglio credere che ci sia qualcuno che fa qualcosa non solo per guadagnarci, ma perché è fortemente, profondamente e sinceramente convinto. A me importa solo di fare un film in cui credo. Tutti gli altri, quelli che si trovano con me nella stanza, si preoccupano delle cifre, non delle persone e delle emozioni. Sono loro quelli a cui interessano solo i soldi. Non ci sono artisti nella stanza con me, solo banchieri. Sono completamente solo.

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Nel cinema ci sono fin troppe persone che non mi stanno molto simpatiche, e neanch’io sto molto simpatico a loro. Però devo averci a che fare. Le considero come una banca. Mentre parlo con loro mi sforzo di cancellare la mia opinione personale sulla loro solitudine, il vuoto della loro vita. Mi sforzo di non giudicarle troppo severamente secondo i miei principi, che dicono che non devi mai, mai mentire, e che devi lottare per quello in cui credi.

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Adoro questo film! (Ride.) Quindi so che sarà un fiasco. È sempre un fiasco quando ami qualcosa.

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Sono ossessionato dall’idea che le persone siano esseri umani e abbiano dei difetti, e che sia meglio che quei difetti imbarazzanti escano allo scoperto. Così non perdiamo tempo a nasconderli. Considero la vita una lotta, e il vero romanticismo sta nel non sottrarsi a questa lotta.

Ray Carney, «John Cassavetes. Un’autobiografia postuma» (minimum fax)

(Si può parlare dei libri con cui si lavora? Forse no. Però. Questo libro mi ha fatto innamorare e io non ho mai visto un film di Cassavetes. Non ancora.)

1 Commento

  • Italo 14 marzo 2014 Rispondi

    Ciao Valentina, se non hai mai visto un film di Cassavetes ti consiglio Shadows (Ombre) che è proprio il primo. Sono curioso di leggere questo libro!

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