31 cose di libri/10: Romina Paula

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Non voglio chiedere a tua madre, non so bene perché, forse mi vergognerei un po’ se credesse che ci penso ancora, o qualcosa del genere. Forse non è nemmeno questo, forse semplicemente ci sono delle risposte che non ho voglia di stare a sentire, che ne so. Odio il fatto che queste cose debbano essere così, così scabrose, gli ex fidanzati. La cosa strana è, da un giorno all’altro, non sapere più niente della persona con cui condividevi tutto, che conoscevi intimamente, condividevate tutto, ogni giorno, tutto quello che succedeva ogni giorno e dopo, all’improvviso, da un momento all’altro, non sai più niente e non hai neanche il diritto di chiamarlo oppure sì, chiamalo pure, ma tutto diventa imbarazzante, anche le cose più semplici diventano imbarazzanti. Smettere di avere diritto all’altro, perderlo completamente, come se niente fosse.

Odio questa cosa, quella morte artificiale, un assaggio di morte: convivere con l’idea che quella persona sparisca, è sparita, è uscita dalla tua vita e non hai più il diritto di sapere niente di lui. Di lei. Della persona. È assurdo, violento.

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Locali notturni pieni di fumo, corpi e possibilità, anche se non sempre, comunque la prossimità e quel trascinarsi, buttarsi su, contro quegli altri corpi e a volte, a poco a poco, entrarci, entrarci lì, in tutto, entrare. Rubare un po’ di loro stessi quando non se ne accorgono, con attenzione, fare in modo che non se ne accorgano, o sì, che se ne accorgano ma comunque non possano accusarci di niente, di niente da cui non ci si possa difendere.

Questo libro sembra una lettera scritta di getto per qualcuno che non c’è più. L’ho letto velocissimamente, andando e tornando dal lavoro, e ho fatto un sacco di orecchie a tutte le pagine che non voglio dimenticare. Dentro ci sono gli anni Novanta e tanta, tantissima nostalgia.

Agosto di Romina Paula lo desideravo da quando ho letto questa recensione di Tiziana Lo Porto.

Mi dico che non è un voler fuggire, tutto il contrario, è combattere il voler rimanere, perché io rimarrei, sarei sempre voluta rimanere, vorrò sempre tornare, questo è chiarissimo, ma è altrettanto chiaro, credo, è quello che sto decidendo, che è proprio quella distanza, quella tensione, a sostenermi. Quel desiderio di qualcos’altro. Se l’ottengo, soccombo. Se rimango qui, soccombo. Questo lo so.

(Agosto, Romina Paula, laNuovafrontiera. Traduzione di Violetta Colonnelli.)