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Libri con un sacco di orecchie

C’è questo libro con un sacco di orecchie, una per ogni passo che mi è piaciuto (sì, è quello nella foto).

Mi sono detta: adesso li ricopio, poi scelgo i miei preferiti.

È stato difficilissimo.

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Molly Ringwald non era così bella da fare la parte della protagonista, ma gli anni Ottanta erano un posto strano in cui poteva capitare di tutto, anche che il capitano della squadra di football mollasse la reginetta del ballo per stare con una sfigata coi capelli rossi che si cuciva i vestiti da sola.

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Il segreto per tante cose è dimenticare, ma io mi ricordo sempre tutto.

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Io piango così di rado che le lacrime degli altri mi meravigliano, anche se non in questo caso: ora è la mia assenza di lacrime a meravigliarmi. Perché non sento le cose come le sentono gli altri? Non è che non mi importi della gente. È solo che non riesco a percepirla come reale.

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È questo il mio problema, non ho immaginazione, non so immaginare niente al di fuori di quello che conosco. Come funziona il tempo, per esempio. I minuti. L’attesa. Quanto può essere lungo un giorno. La mia più grande paura è che le cose vadano avanti all’infinito, senza mai fermarsi. L’idea che qualcosa duri «per sempre» mi terrorizza, anche se fossi in paradiso e fosse tutto bellissimo. Prima o poi dovrà pur finire. E inizierà qualcos’altro. Quando voglio spaventarmi, la sera a letto, mi ripeto in testa per sempre, per sempre, per sempre, per sempre, per sempre, finché non impazzisco.

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La mamma sembra quasi tornata ragazza, coi capelli sciolti e il sorriso sulle labbra. Guarda papà e lui si china a baciarla sulla testa. Ogni tanto scorgo qualcosa del loro mondo e non ci posso pensare che non ne farò mai parte, che non li conoscerò mai come si conoscono loro. Ci conosciamo tutti su livelli diversi, immagini che non si sovrapporranno mai.

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Il libro è di Mary Miller, si intitola Last Days of California, l’ha tradotto Sara Reggiani e lo pubblica Edizioni Clichy nella collana Black Coffee.

È bellissimo.

1 Commento

  • Io di solito faccio delle fotografie ai passi che mi piacciono, poi li ricopio al computer e li riporto su aNobii… Mi è capitato di avere così tanti segni con Il senso di una fine di Julian Barnes e Le braci di Sandor Marai…
    Grazie per questi estratti!

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