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Dai Tiziano, scattami una foto

Se fossi stata una fotografa meno mediocre, avrei scattato una polaroid di ognuno di questi momenti:

  • quando ho attaccato il telefono dopo una chiacchierata di quasi due ore sul mio lavoro: qualcosa di più simile a una seduta di terapia che a un’intervista, con qualcuno che dall’altra parte del filo mi ha fatto venire voglia di dire per la prima volta ad alta voce cose che sono sempre state solo in testa, per un pezzo che forse non uscirà mai e a me va benissimo così, perché mi ha fatto scattare un interruttore dentro e dopo mi è sembrato tutto diverso;
  • quando siamo andati per la seconda volta a Fornacette per il pranzo sociale del 25 aprile e a qualche tavolata più in là c’era il signore anziano con la camicia elegante che abbiamo conosciuto l’anno prima e ho pensato che sarà la prima faccia che cercherò tutte le volte che ci tornerò;
  • quando mi è venuta un’idea piccola e scemissima che mi ha fatto accelerare il battito e ridere da sola, con gli occhi accesi, come non succedeva da tantissimo tempo;
  • quando, dopo l’ennesimo crash, ho deciso di cancellare l’app di Facebook: per un po’ ho continuato a cliccare in modo ansiogeno sul quadrato rimasto vuoto sulla home del cellulare, poi all’improvviso ho smesso. Quando ho iniziato a vedere i post e i like e i commenti della gente solo da desktop mi è sembrato tutto molto più lontano, come se mi riguardasse meno e quasi non riconoscessi più tutti quei nomi e quelle facce;
  • tutte le volte in cui negli ultimi mesi ho avuto paura e quando un giorno ho capito che non smetterò mai di averne, sarà solo sempre diversa: non so nemmeno come, ma mi sono sentita meglio.

Una canzone:

 

(Foto: Alexander Andrews via Unsplash)

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2 Commenti

  • Giulia 1 maggio 2018 Rispondi

    Abbandonare l’applicazione mobile di Facebook è il primo passo verso la liberazione ehehe
    Vale la pena fotografarlo ;)

    • valentina aversano 2 maggio 2018 Rispondi

      Un traguardo da immortalare e festeggiare, sì. Più tempo per me. :)

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