Ricordati di annaffiare regolarmente questo blog

Ci ho pensato: io con i social ci lavoro, eppure non mi sono mai sentita totalmente a mio agio nell’usarli per parlare di me. Per dovere passo le giornate a parlare per conto di un marchio e forse proprio per questo ho ridimensionato ancora di più la condivisione di fatti e momenti personali: per mancanza di tempo, per autocensura, per stanchezza mentale.

Twitter è il mio posto: asimmetrico, immediato, pieno di notizie. Condensare i pensieri in quelli che inizialmente erano 140 caratteri è sempre stato il mio esercizio di scrittura preferito.

Facebook mi sembra sempre più infestato dai fantasmi dei Natali passati che si affacciano periodicamente per venire a farsi i fatti tuoi anche se incontrandoti per strada non ti saluterebbero mai: lì diventa evidente anche quella strana tendenza che porta gli sconosciuti a commentare sempre e comunque mentre i tuoi contatti più vicini, quelli che magari vedi anche tutti i giorni, se ne stanno in silenzio senza intervenire nemmeno con un like, ma non si lasciano mai sfuggire un aggiornamento.

Instagram è un catalogo di vite patinate, sempre in posa, con i filtri giusti. Mi diverte quando non è troppo spot e le Stories sono un bel riempitivo nei momenti di noia, ma niente di più.

Di Tumblr mi ricordo ogni sei mesi, lo uso di nuovo per una settimana e lo trovo così riposante e pieno di tesori che non voglio lasciarlo mai più, tipo vacanza detox dal resto del mondo social.

Nel corso degli anni ho usato degli stratagemmi per raccontare piccole cose personali senza sentirmi troppo esposta e per non sovrapporre sempre vita e lavoro, scoprendo di volta in volta che comunque i miei genitori mi leggevano dappertutto (anche adesso, credo: ciao mamma, ciao papà) e che se mi trovavano loro, poteva farlo davvero chiunque: ho preferito Twitter a Facebook, ho mandato dei pizzini criptici a me stessa con dei post su Tumblr, ho aperto una newsletter per sapere esattamente chi fossero i miei lettori…

Poi ho capito che stavo sprecando un sacco di energie inutilmente e ho fatto pace con un po’ di cose, tipo:

  • non sono un agente segreto, quindi non sto nascondendo al mondo nessuna sconvolgente verità;
  • il mio evitare di condividere apertamente sfoghi o cose negative è solo figlio del pare brutto;
  • mi crea frustrazione non avere memoria delle cose che ho pensato e vissuto e, visto che non sono una persona da diario segreto di carta, voglio un archivio da rileggere tra qualche anno, magari anche morendo di vergogna, ma ricordandomi tutto;
  • internet mi ha fatto incontrare molte persone diventate poi importanti e se lo uso per raccontarmi e condividere è per creare legami e relazioni, non per i like o i follower;
  • dedicarmi a uno spazio web mio è come avere un qualsiasi altro hobby, quindi da oggi considererò questo blog come un corso di ceramica, visto che scriverci su mi scarica e mi fa sentire meglio in un modo che non saprei spiegare, un po’ come se davvero mi struccassi tutte le sere e mi sentissi sempre a posto con me stessa.

E sì, scrivere un tweet o uno status o postare una foto dà una gratificazione immediata, invece scrivere qui è faticoso perché richiede tempo e lucidità senza darti sicurezza che qualcuno ti leggerà mai davvero, però il punto forse è solo uno: trovare il posto che ti fa sentire più a tuo agio e prendertene cura. Così.

Quattro pezzi belli che parlano di blog personali:

Una canzone:

(Foto: Tim Goedhart)

8 Commenti

  • Anto Molvetti 4 aprile 2018 Rispondi

    Non ti leggevo prima.
    Ti ho scoperta su fb, perché sei tra i contatti di contatti di miei contatti. Proverò a seguirti in questo spazio. Mi ritrovo in molte delle cose che scrivi, tranne che per Twitter, mi ci sento sola, mi sa di vuoto spinto. Per quanto riguarda la scrittura sul blog, anche io sono tornata recentemente ad aggiornare il mio proprio grazie al tuo esempio. Di questo ti sono debitrice. 😊

    • valentina aversano 6 aprile 2018 Rispondi

      Forza! Piano piano, tutti insieme. :)

  • mi piace questo buon proposito ♥
    lunga (anche se intermittente) vita ai blog personali!

    • valentina aversano 6 aprile 2018 Rispondi

      Tornano di moda i vinili, torneranno anche i blog, ci voglio credere. :)

  • Frou 4 aprile 2018 Rispondi

    Come ti capisco e mi rivedo nelle tue parole (solo i miei genitori non sono altrettanto tecnologici, o almeno credo!).
    Supporto il tuo hobby e spero di poter tornare anche io a fare quel corso di ceramica che ho interrotto un annetto fa.
    In bocca al lupo!

    • valentina aversano 6 aprile 2018 Rispondi

      I miei genitori mi cercano su Google, eh. :) Forza, torna anche tu al corso di ceramica! :)

  • Inizierò a leggerti e con enorme piacere!!

    • valentina aversano 6 aprile 2018 Rispondi

      Grazie Vale! Ti abbraccio :)

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