gruppo di lettura di libri di cucina

#LeggiECucina: il primo libro

Sul frontespizio c’è scritto marzo 2009 con una penna nera: ce l’ho da quasi dieci anni e ogni tanto lo rileggo, ma non ho mai provato una ricetta.

Poi un giorno, guardando le Stories di Chiara, vedo che lo sta leggendo anche lei e le scrivo subito vorrei fare un gruppo di lettura di libri di cucina e iniziare da questo. 

E allora sì, #LeggiECucina parte con Casalinghitudine di Clara Sereni.

Io ce l’ho in una vecchia edizione tascabile Einaudi, con le pagine un po’ ingiallite dal tempo; se lo cercate in libreria trovate l’edizione Giunti, più recente.

Dentro c’è una vita intera, un ricordo dopo l’altro: la famiglia, il diventare adulti, la politica, l’amore, i figli. C’è sempre il cibo a fare da collante: cibo come tradizione e scoperta, come invenzione dell’arte di arrangiarsi, come affermazione di sé, come consolazione, intimità e cura.

Non immaginatevi un quaderno di ricette condito da aneddoti sdolcinati: ci sono storie che si spezzano, lotte, disillusioni e ribellioni; la cucina è spesso una reazione alle cose della vita, per mettere ordine al caos e trovare un punto fermo, «per fare argine alle puzze, al degrado, alla frantumazione».

Ci sono padri ingombranti da cui smarcarsi, zie che sanno tutto, matrigne che diventano mamme, sorelle che pensavi di conoscere e invece no, primi amori e convivenze, donne che scandalizzano, amici che cambiano; c’è l’Italia dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, c’è la Storia che non hai vissuto e che ti viene voglia di ripassare.

Ho riletto pagine di questo libro nei momenti un po’ così, quelli in cui avevo bisogno di ritrovare facce familiari e sentivo nostalgia di sapori e persone che non ci sono più, che si sono allontanate o che ho allontanato io: nel tempo è diventato un po’ come la mia coperta calda, la mia casalinghitudine.

«[…] è impossibile una vita solo funzionale, senza piccoli gesti di agio, senza un odore di cura, senza una qualche ricchezza. Così le mie radici aeree affondano nei barattoli, nei liquori, nelle piante del terrazzo, nei maglioni e coperte con i quali vorrei irretire il mondo, nel freezer: perché nella mia vita costruita a tessere mal tagliate, nella mia vita a mosaico (come quella di tutti, e più delle donne) la casalinghitudine è anche un angolino caldo. Un angolino da modificare ogni momento, se fosse fisso sarebbe morire, le ricette solo una base per costruire ogni volta sapori nuovi, combinazioni diverse. Reinventare unico sconfinamento possibile, reinventare per non rimasticare, reinventare per non mangiarsi il cuore».

Non ho mai incontrato Clara Sereni, ma ho sempre pensato a lei come a una persona in qualche modo vicina, un po’ come si fa con gli autori e le autrici dei libri che hai amato di più.

È morta quest’estate e questo gruppo di lettura inizia da lei perché per me cucinare le sue ricette sarà un modo per ricordarla, per chiudere un cerchio e ringraziarla per avermi fatto sempre sentire a casa in tutti questi anni.

Come funziona #LeggiECucina

  • si legge il libro e si sceglie liberamente se cucinare una o più ricette
  • si può condividere sui social la lettura e la preparazione dei piatti con l’hashtag #LeggiECucina
  • si organizza un momento assaggio, secondo i propri gusti e il tempo disponibile, da soli o in compagnia
  • ogni mese si legge e si cucina un libro diverso e il titolo lo svelo qui, con un post

Il gruppo di lettura funziona anche a distanza, perché nasce come idea per non sentirsi soli in cucina: io stessa non so se riuscirò a radunare degli amici a cena tutti i mesi, ma mi piacerebbe condividere impressioni e preparazioni via blog e social con chi vorrà partecipare, non importa quanto lontano o vicino sia.

Non vorrei che questo progetto facesse la fine di tutte le cose che immagino senza poi realizzarle: sono già in ritardo di un giorno (oggi è martedì 6 novembre e avevo detto che avrei annunciato il libro il primo lunedì del mese, ehm) e, visto che una cosa così volevo farla da tanto, ho deciso di ridimensionare tutti gli aspetti che mi farebbero impantanare e di procedere a piccoli passi.

Quindi per adesso l’importante è arrivare a dicembre con dei nuovi piatti imparati da zero: per me che non cucino mai sarebbe già una grandissima vittoria. Poi, magari più avanti e se ci sono più persone a partecipare, vorrei pensare a un modo per incontrarsi da qualche parte e mangiare e chiacchierare tutti insieme.

Tra qualche settimana torno qui e ci raccontiamo come va. Buona lettura!

 

(Immagine:Brooke Lark via Unsplash)

10 Commenti

  • Donatella 6 novembre 2018 Rispondi

    Valentina cara, è un progetto bellissimo, sono entusiasta e certa che ne nasceranno gemme meravigliose. Io ci sono e ci sarò❤️ (e intanto vado a recuperare il libro, e poi ci aggiorniamo qui passo passo…)

  • Donatella 6 novembre 2018 Rispondi

    Valentina cara, è un progetto bellissimo, sono entusiasta e certa che ne nasceranno gemme meravigliose. Io ci sono e ci sarò❤️ (e intanto vado a recuperare il libro, e poi ci aggiorniamo qui passo passo…)

    • valentina aversano 7 novembre 2018 Rispondi

      Grazie davvero!

  • Serena 15 novembre 2018 Rispondi

    Il cibo, il rapporto con il cibo, così pieno di significati profondi e al tempo stesso così sulla bocca di ognuno di noi, in superficie. Il cibo è dentro e fuori.
    Ho sempre snobbato i libri di cucina, forse perché ho sempre sentito di non aver avuto un buon rapporto con il cibo, non l’ho mai sentito davvero “mio”.

    Poi, a 34 anni, arriva una notte di semi insonnia in cui mi ritrovo a cercare ricette per le prime pappe e a riflettere su come sia meglio nutrire mia figlia. E mi imbatto in questo post bellissimo, dove traspare tutto l’amore per questo libro.

    Perché è proprio così: il cibo, il momento del pasto, è un fatto di comunicazione, ancora prima che un fatto di nutrizione. Avere le giuste parole per parlarne è cosa non da poco.

    Voglio partecipare :)

    • valentina aversano 16 novembre 2018 Rispondi

      Grazie Serena, sono parole bellissime. Grazie davvero e benvenuta. :)

  • Sara Cappai 23 novembre 2018 Rispondi

    Ultimamente capito spesso sulle tua pagine social, e c’è sempre qualcosa che nella semplicità delle tue parole mi coinvolge nel profondo. Da un anno ho interrotto bruscamente la mia relazione con la cucina. Sento, in quello che era un piacere e una passione, la misura del vuoto che hanno lasciato le persone per cui amavo cucinare, e che oggi per motivi diversi non ci sono più. E forse non c’è più nemmeno la Sara che un anno fa pesava quindici chili in più, e che nel cibo riversava qualunque tipo di frustrazione. Sta di fatto che mi piacerebbe “tornare in cucina” e vedere se qualcosa è rimasto. Compro il libro, e ci sentiamo presto :)

    • valentina aversano 1 dicembre 2018 Rispondi

      Cara Sara, grazie! Spero di averti fatto ritrovare quello che avevi perso. Fammi sapere come è andata! :)

  • Sara Cappai 24 novembre 2018 Rispondi

    Ma tra i libri hai pensato a “La donna è un’isola”, c’è un ricettario alla fine, e il libro è bellissimo :)

    • valentina aversano 1 dicembre 2018 Rispondi

      Non lo conosco, me lo segno! Grazie :)

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