five-year diary

Un diario lungo cinque anni

Sono quattro mesi che scrivo tutti i giorni i miei 3 fatti sui social. Per me è un record fare una cosa così per tutto questo tempo: la costanza è qualcosa che sto imparando adesso.

Non dirò che grazie ai fatti ho rivoluzionato la mia vita e sono diventata alta, bionda magra e ricca, però qualcosa è cambiato: mi è venuta voglia di ricordare.

È un’esigenza che avvertivo già quando ho ripreso a scrivere qui, perché volevo un posto che fosse tutto mio, dove potessi ritrovarmi e rileggermi, pieno di pagine da sfogliare anno dopo anno, come facevo da piccola con gli album di foto.

Forse è per questo che ho iniziato a ricopiare i fatti su un’agenda, per trattenerli da qualche parte.

Cinque anni di fatti

Ho iniziato a usare un Five-Year Diary preso da Tiger a gennaio 2017 e mai aperto fino a settembre 2018 quando, dopo una settimana di fatti condivisi solo su Instagram, ho deciso di ricopiarli per non perderli più.

Quando l’ho comprato mi affascinava molto l’idea dei cinque anni: ogni pagina contiene un giorno del mese e cinque piccoli riquadri dove annotare cose brevi, con la casellina dell’anno da aggiornare. Non avendo mai tenuto un vero diario, però, temevo di arenarmi subito: piuttosto che collezionare l’ennesima cosa fatta a metà, l’ho tenuto lì a prendere polvere su un ripiano fino a quando non ho avuto la spinta giusta.

five-year diary

Ogni volta che mi capita di raccontare che lo uso c’è qualcuno che vorrebbe saperne di più e si dispiace perché da Tiger si trova solo a gennaio: a suo tempo l’ho scelto per il prezzo super economico, 4 euro, e perché amo tutte quelle Inutili Idee Grandiose che poi non realizzerò davvero.

Però, usandolo, ho scoperto che è un altro piccolo contributo all’esercizio della costanza. La cosa più bella, poi, è che si può iniziare in qualsiasi momento, non come altre agende classiche che ho lasciato scadere senza aprirle.

Esiste tutto un mondo dedicato ai diari lunghi cinque anni: ho cercato su Google e saltando da un link all’altro mi sono persa una buona mezz’ora sul sito di Chronicle Books che ha i suoi stupendi One Line a Day, con delle versioni eleganti, fiorate, hipster e chi più ne ha più ne metta.

Ne ho trovato anche uno dedicato alle liste (una lista al giorno per tre anni) e uno per gli chef o per chi in generale ama il cibo e vuole ricordare cosa mangia o cucina. Già mi vedo a fare una lista al giorno e ad appuntarmi tutti i piatti e i menù: se non avessi paura di ricominciare ad accumulare cose che prendono polvere sui ripiani li avrei già ordinati. Invece, da persona matura, facciamo che aspetto e intanto mi salvo i link.

Intanto ho già deciso che se riesco a completare il mio primo Five-Year Diary, poi me ne regalo un altro molto più bello. Per questo lo metto qui, nero su bianco, con voi testimoni: ci rivediamo tra cinque anni.

Una canzone:

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.