i biscotti di baudelaire

#LeggiECucina: come è andata a gennaio

Quando ho finito di leggere I biscotti di Baudelaire ho pensato: Sono proprio contenta di aver scelto questo libro. È stata una bella lettura, con la cucina raccontata come un modo per accogliere gli altri e per godere del piacere di un piatto ben riuscito. Alice B. Toklas ha una scrittura luminosa, che si diverte a far rivivere i ricordi e non indulge nella nostalgia.

Questo memoir è pieno di amore: per il cibo, per i libri di cucina, per la scoperta di sapori che restano impressi per sempre, per la Francia e per Gertrude Stein.

I libri di cucina mi sono sempre piaciuti, mi hanno sempre incuriosita. Quando ero una dilettante dei fornelli li leggevo tutti, anche quelli noiosi, dalla prima all’ultima pagina, come Gertrude Stein con i libri gialli.

Gli aneddoti sono spassosi, tra amanti vendicative, spie, cani che mangiano centrotavola, padrone di casa eccentriche e servitù indimenticabile; c’è il ricevere elegante e formale e ci sono le esplorazioni gastronomiche tra Francia e America, cercando sempre un pezzetto di felicità in un assaggio.

Cucinare o anche solo immaginare di farlo è anche un modo per evadere, per resistere alla guerra:

Fu in quel periodo che cominciai a dedicarmi alla lettura di enormi libri di cucina pieni di ricette elaborate. Passavo le lunghe serate invernali, accanto alla fiamma modesta del camino, assorta nelle ricette di piatti impossibili da preparare. Dimenticavo il razionamento, perfino l’occupazione, qualche volta, le nuvole nere che si addensavano sulle nostre teste e la possibilità di pericoli molto maggiori che ci rifiutavamo di prendere in considerazione. I grandi chef francesi e le loro invenzioni erano la mia realtà. Gertrude Stein aveva l’abitudine di regalarmi un grosso libri di cucina a ogni Natale, e mantenne questa abitudine anche durante l’occupazione. Malgrado tutte le vie di comunicazione con Parigi fossero interrotte, le 1479 pagine de Il gran libro della cucina di Montagne e Salle riuscì a superare il blocco, dimostrando un’intelligenza ben superiore a quanta ne venga di solito attribuita agli oggetti inanimati.

ricetta linzer torte

Il percorso di Alice che, da appassionata di libri diventa una cuoca esperta, procede tra un ricordo e l’altro, spinto sempre dalla molla della curiosità: sapere cosa c’è dietro ogni piatto memorabile, fare domande e farsi spiegare passaggi e procedimenti, collezionare ricette e poi farle proprie rielaborandole.

Forse questo è il segreto della passione per la cucina: spingersi oltre il gusto per scoprire il come, smontare un piatto e poi provare a rifarlo mettendoci qualcosa di personale.

Ho iniziato questo progetto pensando che a un certo punto mi sarebbe arrivata l’illuminazione e mi sarei trasformata anche io da lettrice in cuoca: dopo tre mesi posso dire che seguire una ricetta sperando di azzeccarla mi mette sempre un po’ troppa ansia da prestazione e, anche se poi comunque mi diverto, io la molla del come non ce l’ho.

Averlo capito mi ha alleggerita, anche perché questo libro mi ha fatta sognare molto ad occhi aperti, tra ostriche, tartufi, fiumi di burro e dolci elaborati: ho segnato tante ricette e ho cucinato le tre che mi sembravano più abbordabili, senza fare grandi azzardi.

I biscotti di Baudelaire mi è servito a smettere di cercare per forza dei piatti che diventeranno miei: voglio che questi esperimenti mensili siano spensierati e in generale vorrei cucinare più spesso, così da arrivare prima o poi a sentirmi meno imbranata.

burro

Stavolta ho preparato:

  • pollo à la comtadine: buono buonissimo, lo rifarei anche se non sono riuscita nel passaggio con il flambé;
  • patate affogate nel burro: non serve aggiungere altro, solo BURRO;
  • Linzer torte: ho imparato a fare una frolla non troppo dolce e potrebbe tornarmi utile, chi lo sa.

Avrei voluto starci due mesi su questo libro, anche per avere pause di disintossicazione tra un panetto di burro e l’altro, e confermo la sensazione che avevo prima di leggerlo: la cucina francese mi fa venire voglia di fare come Julie & Julia e provare tutto, anche se i miei sapori preferiti sono decisamente più semplici.

Tra qualche giorno arriva il libro di febbraio: anche questo l’ho scelto al buio e sono curiosissima di leggerlo.

Un disco:

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