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#LeggiECucina: il libro di marzo

Abbiamo girato un po’ il mondo: l’Inghilterra, la Francia, gli Stati Uniti. Adesso torniamo da dove siamo partiti: andiamo in Italia, più precisamente a Roma.

A marzo leggiamo e cuciniamo insieme Uomini e pecore di Davide Enia, pubblicato da EDT nella collana Allacarta dedicata al racconto delle grandi città internazionali attraverso il cibo (qui il cartaceo, ma esiste anche in ebook, solo non sul sito dell’editore).

Questo libro l’ho letto e amato nel 2014, appena uscito: ho deciso di rileggerlo perché, dopo tanti esperimenti, ho voglia di Roma, di carbonara e soprattutto di qualcosa di breve per questo marzo già in ritardissimo.

Attorno a lui, Roma celebrava il proprio trionfo: sulle vestigia gloriose dei tempi passati, la città appariva stupenda, sapeva di vita, quella che da millenni si succede sopra e dentro di lei, le impronte di quelli di prima e le impronte di quelle di poi, e lei sempre presente, Roma, soglia della storia. Altro che tempo precario, altro che rovina. Roma era la dimostrazione che qualcosa, almeno una, riesce a resistere al tempo.

Dentro Uomini e pecore c’è la Storia: la guerra, la fame, la paura, la cucina povera. Tre capitoli di vite vissute, ricordi, odori e sapori. L’ho scelto per parlare di memoria e dei nostri nonni: le ricette stavolta sono una scusa per fare un viaggio nel tempo e per non dimenticare chi siamo stati.

È proprio di chi ha sofferto la fame volere vedere i propri cari in carne. Ancora di più, è quasi un bisogno fisiologico osservarli mentre mangiano. È, questa, una costante dei nonni e dei parenti anziani in generale. Io ne serbo un vividissimo ricordo: mia nonna Provvidenza, quando io e i miei fratelli eravamo piccoli, ci imboccava, fiondandoci il mestolo direttamente in bocca. Eravamo costretti a ingurgitare carriolate di cibo. Quando crescemmo, lei smise di catapultarci chili di pasta direttamente in bocca per usare, subdolamente, un altro metodo d’imbocco: quello a voce, che fa leva sul senso di colpa. E mangia questo, mangia quello, e ho cucinato tutta la mattina per voi, e non è che dobbiamo buttare le cose in questa casa, amunì che siete magri, mangiate che sennò vi sciupate.

E poi sono pagine piene di poesia e d’amore: se vi va di leggerlo e cucinarlo, poi fatemi sapere come va.

Extra

 

(Foto: Ludwig Thalheimer via Unsplash)

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