tornare al lavoro

Com’è tornare al lavoro dopo la maternità

La pausa maternità è un po’ come vivere all’estero: sei immersa in una realtà che ti sembra troppo diversa da quella degli altri e tutto il resto ti arriva come un rumore di fondo lontanissimo.

E poi, soprattutto, passi un sacco di tempo a parlare da sola.

Non ho mai avuto così tanto tempo per pensare, mai. Sono stati mesi pieni e vuoti, di grandi discorsi fatti a me stessa mentre andavo su e giù per la casa cullando mia figlia, in quasi totale isolamento dal mondo degli adulti.

All’inizio questa distanza da tutto mi ha fatto un po’ paura. Poi ho iniziato a vederla come un modo per rallentare, per andare in giro col passeggino e vedere una Roma che non conosco, quella delle mattine al parco e dei tesori scoperti all’improvviso nel quartiere.

Pensavo che un anno sarebbe stato lunghissimo e invece è volato: dentro ci ho messo tutto quello che mi veniva in mente di fare e nel frattempo mi sono goduta ogni istante di una bambina che da piccolissima diventava grande.

L’ho preso come un’occasione per guardarmi da fuori, per prendere appunti e stare in ascolto, accogliendo le idee più assurde e riempendo liste su liste di cose per me e per il mio lavoro.

Poi, non so nemmeno come, è arrivato il primo luglio e sono tornata in casa editrice.

È stato strano, stranissimo: è passata una settimana e un po’ è ancora così, con una specie di jet lag che non sono ancora del tutto riuscita a smaltire.

Il primo lunedì lo spaesamento è stato fortissimo: mi sentivo lentissima mentre tutto intorno a me andava a velocità doppia, con i libri in uscita, quelli in lavorazione e tutte le altre mille cose piccole e grandi che mi ero persa nel frattempo. Poi, piano piano, è andata un po’ meglio.

Sono passata dal piangere sulla banchina della metro a emozionarmi per la testa che si riattiva: mi sono concentrata sul pensare a un giorno alla volta, dandomi del tempo e chiedendo ai colleghi e colleghe di aiutarmi a colmare tutte le lacune.

E poi ho riscoperto il lato divertente del poter fare le cose in modo diverso da prima, innanzitutto perché sono diversa io.

Le ore in ufficio volano e quando torno a casa ci sono abbracci, giochi scatenati, pappa, bagnetto e coccole: anche il tempo insieme corre e dura un soffio, ma adesso mi sembra bello il doppio.

 

(Foto: Emma Matthews via Unsplash)

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