Letture 2019

Letture 2019: i libri che ho amato di più

Il 2019 è stato pieno di colpi di fulmine: ho letto in modo spensierato, in pausa maternità fino a luglio (e quindi fuori dal mondo editoriale), gustandomi i libri in libertà assoluta. È stato bellissimo.

Ho pensato di fissare questo anno così speciale condividendo i titoli che per motivi diversi ho amato di più (in genere appunto tutte le mie letture sul blog e su Goodreads). Li ho divisi in categorie per provare a fare un po’ di ordine: non mi aspettavo venisse fuori una lista così lunga, ehm.

Audiolibri

  • In mezzo al mare di Mattia Torre: io e Andrea l’abbiamo ascoltato durante un viaggio in macchina e per tutto il tempo abbiamo pianto dal ridere (e siamo pure finiti sul Post). Che bravo che era Mattia Torre (sospiro). La versione audiolibro è spettacolare, da ascoltare e riascoltare.

Consigliati dal mio libraio

La libreria Il Mattone è stata una delle scoperte 2019: il libraio Alessio mi capisce al volo e mi suggerisce sempre il libro giusto al momento giusto. I più amati per adesso:

  • Luce d’estate ed è subito notte di Jón Kalman Stefánsson (Iperborea, traduzione di Silvia Cosimini): paesino islandese di 400 anime: le vite degli abitanti si intrecciano tra sorrisi e commozione. Tenerissimo, ma non troppo sdolcinato: ti fa volere bene agli esseri umani;
  • Tre piani di Eshkol Nevo (Neri Pozza, traduzione di Ofra Bannet e Raffaella Scardi): un palazzo, tre piani, tre vite: non avevo mai letto Nevo e adesso sono molto curiosa di scoprire tutto quello che ha scritto. E poi aspetto il film di Nanni Moretti, ah quanto lo aspetto.

Stephen King On Writing

Da tenere sempre a portata di mano

  • La trilogia di Austin Kleon Steal Like an Artist, Show Your Work!, Keep Going (Workman): ce li ho fissi sulla scrivania di casa per sfogliarli tutte le volte che ne ho bisogno, perché mi raccontano la creatività in modo divertente, pratico, incoraggiante (e poi sono fan dell’autore e della sua newsletter);
  • Critica portatile al visual design di Riccardo Falcinelli (Einaudi Stile Libero): una lettura che mi ha lasciata elettrizzata, con la voglia di studiare di più, di sapere di più e di non smettere mai di allenare lo sguardo e la curiosità;
  • Daily Rituals. How Artists Work di Mason Currey (Knopf): pieno di fatti sulle vite degli artisti e sulle loro abitudini: aneddoti divertenti, buffi, assurdi che tengo da parte come rilettura per i momenti no;
  • La società della performance di Maura Gancitano e Andrea Colamedici (Tlon): l’ho raccontato qui e, a distanza di tempo, mi sembra ancora uno degli antidoti più efficaci ai momenti di nausea da social;
  • Manuale di scrittura creativa di Simona Sciancalepore (Apogeo): Simona è un po’ la nostra Austin Kleon: ti prende per mano e, mentre ti fa scoprire tantissimi spunti per usare le parole, fa il tifo per te;
  • On Writing di Stephen King (Sperling & Kupfer, traduzione di Giovanni Arduino): appena l’ho finito ho scritto qualche parola qui: è bellissimo perché dentro c’è la vita vera e c’è la voce di un autore straordinario che arriva forte e chiara mentre ti dice “vai, buttati”. E vale per tutto, non solo per la scrittura: mi ha ricordato quanto sia importante mantenere vivo un proprio spazio creativo, difenderlo e prendersene cura tutti i giorni.

Diari

  • Una specie di solitudine di John Cheever (Feltrinelli, traduzione di Adelaide Cioni): ho iniziato a leggerlo nel 2015 e, visto che spesso ho un problema con i finali dei libri, l’ho tenuto lì, fermo su un ripiano della libreria per quattro anni. Poi un giorno l’ho preso e mi ci sono immersa sera dopo sera, prima di dormire, con una matita per sottolineare e provare a trattenere tutte quelle parole dolorose e perfette. Sono arrivata alla fine spezzata in due da una nostalgia fortissima: adesso amo Cheever ancora di più.

I preferiti tra quelli letti con Strategie Prenestine

  • Amatissima di Toni Morrison (Sperling & Kupfer, traduzione di Giuseppe Natale): i libri che poi ricordo di più sono quelli che fanno male, malissimo. Non smetterò mai di ringraziare il mio gruppo di lettura per avermi fatto finalmente leggere Toni Morrison;
  • Una questione privata di Beppe Fenoglio (Einaudi): un altro di quei titoli che chissà, forse non avrei avvicinato mai e che invece mi ha lasciata affascinata da Fenoglio e con la voglia di leggere tutto quello che ha scritto.

Musica

  • Rock Lit. Musica e letteratura: legami, intrecci, visioni di Liborio Conca (Jimenez): come scrivevo qui, dietro le canzoni spesso ci sono quelle letture che ti hanno cambiato la vita: Rock Lit è un libro-universo che ti fa venire voglia di leggere di più e di ascoltare tantissima musica. A questo libro tengo in modo speciale.

mia alvar famiglie ombra

Racconti

  • Famiglie ombra di Mia Alvar (Racconti, traduzione di Gioia Guerzoni): puoi crescere, andartene, rinnegare la tua vita, ma le tue radici rispunteranno sempre fuori. Non si scappa mai da certi luoghi e da certi legami: questi storie potrebbero far capitolare anche chi di solito non legge mai racconti;
  • Ragioni per vivere di Amy Hempel (SEM, traduzione di Silvia Pareschi): non volevo più uscirne: ho fatto così tante orecchie alle pagine che non saprei scegliere un racconto preferito. La scrittura di Amy Hempel ti risucchia e ti ipnotizza: WOW.

Natalia Ginzburg Caro Michele

Romanzi

  • Caro Michele di Natalia Ginzburg (Einaudi): l’ho finito con una stretta allo stomaco e gli occhi lucidi e poi l’ho subito messo accanto a Lessico famigliare sullo scaffale dei libri della vita: stupendo, amaro, ti sbriciola completamente;
  • Il pendolo di Foucault di Umberto Eco (La nave di Teseo): colpo di fulmine assoluto, amore spassionato, tutto: per me è stato puro divertimento leggere un libro così. Anzi, forse un libro così geniale e divertente io non l’avevo mai mai letto prima;
  • L’estate che sciolse ogni cosa di Tiffany McDaniel (Atlantide, traduzione di Lucia Olivieri): una scrittura poetica, un romanzo che ti aggancia e non ti lascia più mentre cresce pagina dopo pagina e ti porta dove vuole, dove non ti aspetti;
  • Le ferite originali di Eleonora C. Caruso (Mondadori): ho amato il suo esordio Comunque vada non importa e ho amato ancora di più questa seconda prova: c’è la bravura di chi ti conduce sicura nelle vite dei personaggi, nei loro alti e bassi e nelle crisi che esplodono e cambiano tutto, in una Milano che non è un semplice sfondo;
  • Lo spazio bianco di Valeria Parrella (Einaudi): questo libro parla anche di me, di quello che mi è successo. Il contesto è diverso, ma c’è una realtà, quella della Terapia Intensiva Neonatale, che è la stessa. Ho pianto ogni due pagine perché non mi sono mai riconosciuta così tanto in un romanzo;
  • Libro dei fulmini di Matteo Trevisani (Atlantide): un esordio magnetico, una Roma magica, oscura, da riscoprire. L’ho letto di notte, nella casa buia e silenziosa, senza riuscire a staccarmene. Dentro c’è tanto mistero e c’è tutto quello che bisogna lasciarsi alle spalle prima di diventare altro, prima di crescere;
  • Molto mossi gli altri mari di Francesco Longo (Bollati Boringhieri): l’ho consigliato nella lista di minima&moralia e penso che ne rileggerò qualche pagina ogni settembre, per accompagnare la fine dell’estate;
  • Ovunque, proteggici di Elisa Ruotolo (nottetempo): volevo leggerlo da anni, ma ho aspettato che fosse lui a trovare me, per caso, sul banco di una libreria estiva. Una lingua letteraria, ricca, piena, la storia di una famiglia che più intrecciata non si può… che meraviglia;
  • Perché comincio dalla fine di Ginevra Lamberti (Marsilio): ho riso, ho pianto, sono arrivata in ufficio col mascara colato: ti racconta la morte con intelligenza, ironia e profondità e una generazione, la nostra, incastrata in una giovinezza precaria e perenne;
  • Patria di Fernando Aramburu (Guanda, traduzione di Bruno Arpaia): IL libro del mio 2019, uno di quei romanzi che ti resta in testa anche quando stai facendo altro e ti fa venire voglia di mollare tutto per scappare a leggerlo, come scrivevo nella tradizionale lista natalizia di minimum fax.

Fernando Aramburu Patria

Caro 2020, ti prego, non essere da meno.

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