Su di me

Diario minimo di una fiera vol.4

Cose da ricordare dell’ultimo giorno di fiera: – Edna O’Brien e Raffaele La Capria che mi fanno commuovere e mi spalancano il cuore; – i bambini seduti per terra a leggere; – gli abbracci strettissimi e gli incontri a sorpresa; – una ragazza che mi dice tu non sai chi sono io ma io so 

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Diario minimo di una fiera vol.3

Il terzo giorno di fiera è quello in cui superi un certo scalino mentale e ti abitui al loop di stanchezza e adrenalina.  Poi arriva la tradizionale festa di minimum fax a darti la mazzata finale. (La scena è sempre la stessa: torno a casa, mi rilasso un attimo, tolgo le scarpe e mi ritrovo 

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Diario minimo di una fiera vol.2

Ieri ho incontrato un sacco di persone che non vedevo da un po’. Ho chiacchierato così tanto da aver perso la cognizione del tempo e lo stimolo della sete. Già la fiera è una specie di dimensione alternativa, uno strano pianeta con un microclima tropicale e del cibo pessimo; se poi ci aggiungi un incontro 

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(Bozze che si autopubblicano contro la mia volontà mentre batto freneticamente le dita sulla tastiera del telefono una mattina qualunque sul tram numero 2)

Fino a qualche anno fa i post li scrivevo di notte fumando una sigaretta dietro l’altra. Potevo perdere tantissimo tempo anche solo cercando la colonna sonora giusta. Adesso non fumo più e soprattutto non ho più tempo. Quando ho un momento libero e provo a scrivere, c’è l’editor di WordPress che sembra fissarmi, bianco e 

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Le cose succedono mentre sei felice

«Secondo me la cosa di gran lunga più insopportabile, disse, è la speranza». Aimee Bender, Cosa hai lasciato in trincea (tratto da La ragazza con la gonna in fiamme) Settembre e le cose che finiscono. Giorni bellissimi, un sorriso paralizzato sulla faccia e un pensiero ricorrente — tutto questo è incredibile ma non svegliatemi — e ansia 

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Razionalità (cit.)

«Era il solo modo per vedere veramente una persona, qualsiasi persona. Spogliarli, per modo di dire. Ritagliarli via da tutto. Isolarli, appunto. E cercare l’essenza, la composizione autentica, la scritta quasi invisibile in fondo ai medicinali.» Fruttero & Lucentini, A che punto è la notte [Ho comprato questo posto perché l’altro non mi piaceva, perché 

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