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Cinque libri

Cinque libri: Liborio Conca

due panchine blu
Cinque libri che avrei voluto leggere tra i 16 e i 22 anni

di Liborio Conca

Per arrivare a cinque libri favoriti e trovare allo stesso tempo un tema unificante avevo pensato inizialmente di aiutarmi con questo criterio: Libri che ho letto due volte. Solo che erano in ogni caso più di cinque, e per scartarne alcuni sarei dovuto ricorrere lo stesso a una scelta arbitraria. Quindi sono passato a: Libri che ho letto tre volte. Ma non arrivavo a cinque.

Ed ecco l’illuminazione, dettata dal libro che sto leggendo in questi giorni, Il dossier Rachel di Martin Amis. Si dà il caso che è uno di quei romanzi che avrei voluto leggere qualche anno fa. E dunque la lista è: Libri che avrei voluto leggere tra i 16 e i 22 anni, e che consiglierei a un ragazzo/ragazza che adesso ha quell’età.

È anche un modo per rendermi utile, tutto sommato. L’effetto che vorrei suscitare nel ragazzo/ragazza è lo stesso che prende il giovane William Miller quando in Almost famous sua sorella gli fa trovare una borsa con una manciata di dischi meravigliosi all’interno. E dentro l’album degli Who un biglietto che dice così: «Listen to Tommy with a candle burning and you will see your entire future».

Lo so, con la musica è più facile.

  • Il dossier Rachel, Martin Amis

Per iniziare, il libro che ha fornito il pretesto alla lista, Il dossier Rachel di Martin Amis. Charles Highway, il protagonista, è un giovinastro inglese parecchio colto, snob, eccessivo, esagerato, un miscuglio di sicurezze e insicurezze descritte da un Amis altrettanto sfrontato – un Amis che sembra conoscere molto da vicino il suo Charles. Ci sono feste, musica, e un’atmosfera di elettricità perenne. Per sedurre Rachel, Charles prende appunti e stende piani d’azione. Ma quando ha a che fare direttamente con lei le sue elucubrazioni vanno in fumo, e non è detto che sia un male.

  • Franny e Zooey, J.D. Salinger

Questo è un libro che andrebbe piazzato vicino al comodino vicino al letto e non spostato di lì per nessuna ragione. La perfidia con cui Franny maltratta il vanesio e vacuo fidanzato Lane, con la sua accidenti di esercitazione scritta per il college (e l’ancor più perfido Salinger, che riesce a non farci stare dalla parte di Lane neanche per un secondo); Zooey immerso nella vasca, e subito dopo intento a radersi la barba, con la madre sempre tra i piedi. Di rileggere certe scene non ci si stanca mai – e queste hanno anche una specie di misterioso potere lenitivo.

  • Altri libertini, Pier Vittorio Tondelli

L’Italia degli ultimi anni ’70, lo squallore di certe stazioni, la provincia con i suoi mimi e istrioni raccontati dalla scrittura sfrenata di Pier Vittorio Tondelli. La via italiana che dall’Emilia porta fino ad Amsterdam.

  • I sotterranei, Jack Kerouac

Jack Kerouac attacca con «Ero una volta giovane e aggiornato e lucido e sapevo parlare di tutto con nervosa intelligenza e con chiarezza e senza far tanti retorici preamboli come faccio ora…», e poi, come se realmente fosse una session musicale, continua con i suoi angeli dei sotterranei, le strade di San Francisco, i locali aperta tutta la notte. A un certo punto arriva la lettera di Mardou, frasi a cui Leo intervalla le sue variazioni da amante disperato – ancora Kerouac che esplora la prossimità tra musica e letteratura e vita.

  • I detective selvaggi di Roberto Bolaño

La poesia del deserto. Oppure, la poesia e il deserto. Le strade sterminate di Città del Messico e personaggi inafferrabili tra Parigi, Vienna, Barcellona, Roma. È l’ultimo della lista, il romanzo di Roberto Bolaño, perché oltre a cantare l’irrequietezza giovanile si espande fino all’età adulta. Fino ai fallimenti, alle morti, alle piccole felicità.

(Foto: Paco Wong – Unsplash)

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