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Cinque libri

Cinque libri: Raffaella R. Ferré

una sdraio sul mare
Cinque libri, cinque desideri, un’estate

di Raffaella R. Ferré

“Chi accumula libri accumula desideri”: una massima di Ugo Ojetti che mi è sempre piaciuta tanto, forse perché, per la prima volta, qualcuno di autorevole mi dava la possibilità di pensare ai miei romanzi, raccolte di racconti, saggi e via dicendo da una prospettiva diversa da quella a cui ero abituata: sono venuta su, infatti, sentendomi rimproverare (troppo) spesso per la mole di volumi che occupavano la mia stanza, la mia scrivania, il mio comodino e qualunque altro piano più o meno stabile su cui avevo impilato libri seguendo una sola regola: che la storia narrata nell’uno desse una mano a quella narrata nell’altro. Sul termosifone (mai utilizzato) della casa in cui sono cresciuta, la Bridget Jones di Helen Fielding continuerà a far compagnia alla dolce ma poco ironica Emma, la Madame Bovary di Flaubert, e Tiziana Colarizi con la sua Storia del Novecento Italiano – un mattone da cui mai mi separerò davvero – tiene d’occhio la leggerezza calviniana della Lezioni Americane. Ma adesso, veniamo a noi. La signorina che risponde al nome di Valentina Aversano ma a cui io mi rivolgo, di solito, inviando cuoricini e foto di cani ridenti, mi ha chiesto di partecipare a questa rubrica che mi pone davanti ad una scelta difficilissima: devo scegliere, dai miei accumuli, cinque tomi e spiegare il criterio della mia decisione. E dunque, ecco a voi i miei cinque libri, cinque desideri, per un’estate.

Potete anche tenerli l’uno vicino all’altro, ovvio.

  • Sconosciuti in treno

Un anno stressante e la voglia di uccidere – metaforicamente – qualcuno? Ecco il libro-desiderio per la vostra estate, capace di spiegarvi con dovizia che il delitto perfetto esiste, eccome. Suspense, angoscia e la cara Patricia Highsmith che come al solito – anche se indovinate presto come va a finire oppure avete visto la versione cinematografica di Hitchcock – fa paura per il solo fatto che ha pensato davvero questa cosa.

  • Quella sera dorata

Un libro felice, che sa di caldo e di tè freddo alla pesca (ma non quello delle lattine, quello fatto in casa!). Credo che Peter Cameron dovrebbe versarmi parte dei proventi per tutte le volte che l’ho consigliato, regalato, comprato, letto e riletto. Non vi dico niente, fidatevi. Al massimo avvertite Peter del mio desiderio.

  • Sai tenere un segreto?

Sì, lo so: la mia scelta farà storcere il naso a molti intellettuali, ma la storia di Emma Corrigan raccontata da Sophie Kinsella aveva il potere di calmarmi durante gli attacchi di panico. Pensate che ci sono libri che me li fanno venire.

  • La vicevita

Il sottotitolo di questo libricino è “treni e viaggi in treno” e Valerio Magrelli che l’ha scritto è riuscito a raccontare anche lo sbuffare delle porte a soffietto tra un vagone e l’altro mentre fuori c’è solo campagna bruciata, 35 gradi e il desiderio di mare appena dietro la prossima stazione.

  • Manuale per ragazze di successo

Voglio un gran bene letterario a Paolo Cognetti e a questa sua prima raccolta di racconti, trovata su una bancarella anni e anni fa e ancora oggi così importante per me da farmi chiamare un amico, qualche pomeriggio fa, perché me lo leggesse a telefono (non avevo la mia copia accanto). Le sette donne raccontate mi assomigliano, una per una, in un modo o nell’altro: hanno come me i piedi scalzi alzati sul cruscotto rovente o una mansardina zeppa di dubbi e persone o, ancora, un lavoro da fare, presto e al meglio, perché sia giorno libero, vacanza, estate. Il desiderio? Beh: sentirsi compresi, una volta tanto. Cognetti, state pur sicuri, lo esaudisce.

(Foto: Content Pixie – Unsplash)

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