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Su di me

Cartoline dalle vacanze

un rullino kodak

Io e Andrea siamo stati in Francia a trovare le nostre amiche. Abbiamo preso una macchina e siamo andati tutti insieme in giro tra Bretagna e Normandia, mangiando tutto il mangiabile e scattando millemila foto come dei bravi turisti giapponesi.

Tra una tappa e l’altra abbiamo parlato, parlato, parlato.
Del lavoro e della Francia che ti risponde davvero se mandi un curriculum.
Dei dubbi, dei progetti, dei supermercati con interi reparti pieni solo di burro.
Di Roma che sprofonda piano piano.
Dei figli e delle scuole di pensiero se ti fissi non funziona contro prima ti fai le analisi, prima lo sai.
Dei parigini che sembrano godersi le piccole cose molto più di noi.
Dell’idea di vincere la lotteria e comprarsi un casale in una campagna sperduta e abbracciare finalmente la nostra anzianità interiore.

Discorsi di chi si sente in una fase di passaggio. Come un finale di stagione prima di una nuova serie.

E io per tutto il tempo ho pensato che le amicizie importanti ce le ho tutte lontane e che momenti così mi mancano moltissimo, perché al telefono o via chat non è lo stesso, dai.

E ho pensato anche che:
– il bello delle vacanze all’estero è la disintossicazione forzata da internet;
– il brutto delle vacanze all’estero è che salutarsi prima di partire fa veramente male.

E poi, soprattutto:
bisogna tenersi strette strette le persone che ti conoscono davvero, quelle che ti sanno, come si dice da me.
Non me lo voglio dimenticare mai.

(Questo è un numero della vecchia newsletter che mandavo su Tinyletter. Lo metto qui perché voglio conservarlo dove posso rileggerlo.)

(Foto: Jeanson Wong – Unsplash)

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