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Su di me

Riscoprire una passione: il teatro comico

una mano che tiene la bussola

Il martedì è il mio giorno preferito della settimana.
Quando inizia la lezione di teatro sparisce tutto: non ho più 34 anni, non lavoro in una casa editrice e non ho perso tutto questo tempo facendo finta di poter fare a meno della cosa che mi piace di più.

Ho scelto un corso di teatro comico perché far ridere è difficilissimo, ma quando succede mi sento invincibile, almeno per qualche minuto.

Per due ore a settimana devo pensare solo a lasciarmi andare. Non c’è un copione da seguire, si fanno esercizi di improvvisazione che mi costringono a lavorare sull’immaginazione e sulla prontezza di riflessi. E io mi butto, anche per terra se serve. E osservo gli altri, imparo, mi alleggerisco. E rido, rido tantissimo.

Il martedì notte dormo sempre benissimo. Il mercoledì arrivo in ufficio con un sorriso che spero sempre mi duri una settimana intera.

Questo corso mi ha fatto venire voglia di studiare i migliori: a casa guardo gli spettacoli di Louis C.K. e Aziz Ansari e prendo appunti tra un mamma mia questo quanto è bravo e l’altro.

E mi sono spuntati desideri tutti nuovi: per Natale vorrei un dvd con tutto il teatro di Anna Marchesini. Esiste? Non lo so, ma lo vorrei tantissimo.
E poi vorrei leggere tanti libri per bambini, per tenere la fantasia sempre allenata.

Mi è anche venuta una nostalgia fortissima del Pippo Chennedy Show

Fare qualcosa di appassionante è come accendere la luce in una stanza che avevo dimenticato di avere.
Adesso voglio scoprire tutto quello che c’è dentro. 

(Foto: Heidi Fin – Unsplash)

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