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Letture

Diario di una lettrice: i libri di settembre

una donna in una libreria

Sono una lettrice istintiva e disordinata: inizio mille cose insieme, poi alcune le porto subito avanti e altre me le trascino per un tempo indefinito.

Mi piace leggere in parallelo per soddisfare bisogni diversi: studiare, distrarmi dai miei pensieri, lasciarmi ispirare e teletrasportarmi altrove nei tempi morti. Ho libri da bagno, da mezzi pubblici, da comodino, da scrivania e da divano; poi ci sono le letture di Strategie Prenestine, un universo a parte.

Vorrei raccontare qui cosa leggo ogni mese: tutti i libri li raccolgo su questa pagina e su Goodreads, ma voglio provare a conservarli meglio, senza l’ansia da accumulo e ragionando su cosa mi resta quando li finisco.

Che cosa ho letto a settembre 2020

Coordinare un gruppo di lettura mi ha fatto venire voglia di studiare: Strategie Prenestine continuiamo a riaggiustarcelo incontro dopo incontro, ma penso sia importante anche guardarsi intorno, fuori dalla propria bolla, per approfondire e confrontarsi.

Luigi Gavazzi fa una panoramica interessante dei meccanismi che caratterizzano i gruppi di lettura, dedicando un’attenzione particolare a quelli che nascono in biblioteca. Offre molti spunti di riflessione, teorici e pratici: ci racconta come cambia il nostro modo di leggere quando lo facciamo in compagnia, cosa scatta quando condividiamo le nostre impressioni e come fare per rendere le discussioni interessanti e non scontate. Lo consiglio a chiunque voglia far partire un proprio progetto.

  • Americanah, Chimamanda Ngozi Adichie, Einaudi – traduzione di Andrea Sirotti

La lettura di settembre di Strategie Prenestine in realtà per me è stata una rilettura: questo romanzo l’ho scoperto anni fa grazie a Sara Lanfranco della libreria Therese di Torino. L’ho amato subito (Sara è una libraia bravissima che regala ottimi consigli: ciao Sara!).

In genere non rileggo mai: lo facevo tanto da ragazzina, anche tre-quattro volte lo stesso libro. Da grande ho smesso, un po’ perché quando mi innamoro poi ho paura che una seconda lettura rovini l’intensità del colpo di fulmine, un po’ perché ci sono troppi libri che ancora non ho letto e ho troppa voglia di scoprire nuovi amori.

Questo ritorno nelle storie e nelle atmosfere di Americanah mi ha regalato però un sacco di sorprese: questo romanzo mi è risuonato dentro in modo molto più forte, perché ci ho trovato moltissimi spunti e temi che non voglio dimenticare.

Forse sono io che adesso faccio più caso a tante sfumature, ma stavolta ho sottolineato tantissimi passaggi: l’ho trovata una storia piena di strati, dal razzismo alle donne, dai ruoli sociali che ti ingabbiano all’incomunicabilità tra mondi diversi, passando per la sensazione spiazzante dell’essere senza radici e provare a guardarsi da fuori, reagendo ai pregiudizi e agli stereotipi. E poi sì, c’è anche la storia d’amore, ma di quella stavolta me ne è fregato proprio poco (forse perché Obinze mi è sembrato subito Brandon Walsh?).

Ho preso tanti appunti: mi ha dato la spinta per dedicare un bullet journal solo alle letture che faccio in gruppo, per mettere a fuoco di volta in volta quali luci accendono questi libri diversissimi tra loro, in che cosa mi cambiano un po’ lo sguardo e verso quali direzioni e nuove idee mi spingono.

Settembre è stato un mese faticoso: leggere in inglese mi ha aiutato a staccare e a sopportare meglio i tragitti in metro per andare al lavoro. E poi grazie a Tina Fey ho riso, ho riso tantissimo.

Il suo non è il classico libro-cocktail-di-saggi-personali messi insieme un po’ a caso: il filo conduttore è crescere, magari provando a somigliare un po’ alla persona che si vorrebbe essere e nel frattempo lasciandosi sorprendere dagli imprevisti lungo la strada. Di sicuro c’è un umorismo fulminante, con tanto ritmo e uno sguardo sempre pronto a cogliere il lato più ironico della vita.

Bossypants di Tina Fey

Si parla di tutto: del corpo, della bellezza, del sopravvivere ai compiti più assurdi, dell’essere donna in un mondo di maschi, dei figli e dell’allattamento. Ho trovato più consigli qui su come lavorare in gruppo e non farsi mangiare da tutto che in mille altri libri dedicati.

Sono arrivata alla fine con due desideri: rivedere tutto 30 Rock e iscrivermi a un laboratorio di improvvisazione teatrale. Mai dire mai.

Letture di settembre: mi racconti le tue?

Dai dai dai. :)

(Foto in apertura: John Michael ThomsonUnsplash)

3 Commenti

  • Elisabetta
    9 Ottobre 2020 at 16:52

    Io ho letto:
    Riletto : Revolutionary road di Yates perché l’ho scelto come libro da portare al corso di Lettura ad alta voce “Il lettore presente “ che sto frequentando con mio marito. Leggere X gli altri è un dono che mi piace fare quindi voglio farlo bene!

    Poi ho letto un classico tradotto X la prima volta in italiano: Il diplomato di Jules Valles

    La vita dentro di Edwidge Danticat 😍 raccolta di racconti

    E
    Il gusto di una vita di Iaia Caputo
    È una biografia di una giornalista che non conoscevo mi ci sono imbattuta ed è stato molto bello!

    Reply
  • Nico
    10 Ottobre 2020 at 09:10

    quanto è vero il fatto di leggere in inglese :)

    Reply
  • Michela Caccavo
    23 Ottobre 2020 at 18:59

    Ciao Valentina!
    A settembre ho letto tantissimo, recuperavo agosto passato nell’onda dell seconda maternità e ho approfittato delle ore passate seduta ad allattare.
    Ho letto: Follia (meraviglia); Salem (graphic novel, gotica ma wow); lettera agli italiani come me (ed people; triste dove siamo diretti); la serie di Vano Sarca (la metà che mi mancava; muoio dal ridere tutte le volte con Alice Basso, pazzesca); Il mio Instangram di Marta Pavia (utilissimo); la donna dai fiori di carta di Carrisi (wow che scrittura, voglio leggere gli altri romanzi); il premio bancarella 2020, Angela Marsons (mi aspettavo di più, carino, sulla scia della Reichs ma meno ‘capace’ la scrittura).

    Ho amato Americanah, è come se mi avesse aperto gli occhi, ora voglio saperne di più sempre di più.

    Leggere in lingua, devo riprendere.

    Un abbraccio

    Reply

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