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Cinque libri

Cinque libri: Valentina Cesarini

un palazzo con la facciata arancione e le finestre menta

Valentina Cesarini cura Quisquilie, una newsletter che mi piace molto perché ogni volta che la apro non so mai cosa ci troverò (anche il profilo Instagram è una caccia al tesoro piena di suggestioni).

Ama giocare con le parole, con la musica e con le storie: quando la leggo mi viene sempre voglia di risponderle dicendo Ecco, tu sei una di quelle persone con le quali prima o poi vorrei bere una birra, ma poi non lo faccio mai.

Non gliel’ho detto nemmeno quando l’ho invitata a partecipare a questa rubrica. Rimedio adesso e aggiungo: tra i cinque mondi letterari che scegli per raccontarti ce ne sono due che parlano un po’ anche di me.

Per continuare la caccia al tesoro: il sito di Valentina e il suo profilo Twitter.

Cinque libri per raccontarti i mondi in cui sogno di vivere

di Valentina Cesarini

Come accade per la musica, anche nella lettura esistono generi per ogni tipo di esperienza. Che si tratti di un romanzo horror, di una saga famigliare, di un testo teatrale o di un racconto grottesco, ciò che considero “appassionante” è lo storytelling che mi permette di entrare in trance e stimolare immagini nella mia testa.

Quando, però, si tratta di nominare i primi libri che mi vengono in mente, la precedenza va a quelli che mi hanno trasportata verso mondi da esplorare. Mi piace guardarmi intorno e stupirmi. È per questa ragione che i 5 libri di cui parlo potrebbero formare un’unica storia: 

In un bosco oscuro si perde la nipote del temibile zio Lupo.
Come dentro un labirinto, nel bosco si dipana il gioco della campana,
ovvero il gioco della vita, 
attraverso cui la bambina, guidata dalla legge del caos, 
saltella da un numero all’altro per non impazzire. 
L’unico modo per incontrare la Maga e salvarsi sarà
trovare le porte magiche che la catapultano verso altri mondi
e portare con sé, fuori dall’inferno, soltanto ciò che può aiutarla 
a scovare il meraviglioso giardino segreto,
rimasto nascosto per anni agli occhi dei distratti.

1. Il giardino segreto, Frances Hodgson Burnett

È stato uno dei primi romanzi che ho amato da bambina (insieme a Piccole donne). Ogni volta che lo leggo, mi tornano in mente le sensazioni che provavo da piccola. Riuscivo quasi a sentire i profumi che questo giardino emanava, mentre riprendeva vita. Non so spiegare bene il legame che ho con questo libro, di cui posseggo anche un’edizione pop-up BELLISSIMA, ma è come se avessi fatto un’esperienza sensoriale. Lo consiglio come anti depressivo.

2. I Quindici, volume 2, Racconti e fiabe 

Come spiegare cosa sono i Quindici, a chi non lo sa? Impossibile in poche righe, ma chiamiamola “enciclopedia per bambini” degli anni 60/70. Perché sono legata al volume 2? Quando ero piccolina, mi capitava di essere ospite delle sorelle di mio zio Angelo (zio acquisito). Io le amavo: erano giovani, divertenti, si prendevano cura di me come una sorellina. Mi leggevano sempre le fiabe di questo volume e in particolare una (tra l’altro contenuta nella raccolta di Calvino Fiabe italiane), che mi metteva addosso il terrore, ma di cui non riuscivo a fare a meno. Era la fiaba dello zio lupo, che aveva una nipotina tanto golosa da fare un errore fatale, errore che le costava alla fine la vita. La bambina veniva divorata dal suo stesso zio lupo. Ero così innamorata di quel volume che decisero di regalarmelo, lo conservo ancora con me.

3. Rayuela, Julio Cortázar

Un libro magico, per me, con due possibili modalità di lettura (quella lineare e quella caotica), con un personaggio femminile ipnotico (la Maga) e con dentro tanti spunti per viaggiare con la mente. L’ho scoperto molti anni fa grazie a Marianna, che è una delle amiche più care che ho. È un romanzo che ha tracciato alcune linee nella nostra amicizia: Rayuela è il gioco del mondo e noi abbracciamo questa visione della vita.

4. Exit West, Mohsin Hamid 

L’ho letto qualche anno fa, sotto suggerimento di un libraio che amavo molto e che ora purtroppo è in pensione. Mi disse proprio “Questo libro è per te” e aveva così ragione che nemmeno un amico forse avrebbe azzeccato con tanta precisione. Il romanzo non ha una collocazione spazio temporale, ma si intuisce che è ambientato in una zona mediorientale di gravi conflitti. Parla di una coppia di giovani innamorati che deve rifugiarsi altrove, abbandonando quindi gli affetti e la propria terra per la salvezza, e lo fa grazie a delle “porte” magiche che permettono il teletrasporto. Ma il modo in cui viene raccontata la storia (attraverso anche incursioni fantascientifiche e fantastiche) lo rende un romanzo universale che in fin dei conti parla della difficoltà di trovarsi divisi a metà, tra la terra che ci ha dato la vita e ci ha cresciuti, dove ci sono gli affetti più profondi, e la terra che abbiamo scelto, dove c’è il progresso, il lavoro, i nuovi affetti. Io mi sono solo spostata dalla Toscana a Milano, dieci anni fa, eppure mi sono molto identificata.

5. Le città invisibili, Italo Calvino

Qui ritorna il tema del caos che governa il mondo. Un disordinato insieme di cose, persone, dettagli, situazioni, città: ecco la vita. Come può, Marco Polo, tentare di dare un ordine a questo groviglio di fili? La risposta di Calvino è struggente: «L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui […]  Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio».

(Foto: Charlota BlunarovaUnsplash)

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