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Cinque libri

Cinque libri: Eddie Mac

una ciotola piena di popcorn

È dal 2003 che leggo Eddie Mac: io ho aperto il primo blog in quel periodo là e mi ricordo il suo, Controkarma, trovato su Splinder insieme a quelli di tanta altra gente meravigliosa, poi persa per strada.

È una delle persone che conosco da più tempo, eppure non so niente di lui: come si chiama davvero, che faccia ha, quanti anni ha, dove vive, che lavoro fa. Sono tutte cose che non mi serve sapere, perché per me esiste solo quello che scrive, il suo umorismo un po’ surreale e i libri che mi suggerisce di leggere ogni tanto via messaggio privato. Anzi, forse proprio per tutte le cose che non so continua a essere una delle mie persone preferite di internet, perché per lui e per me contano due cose in particolare: leggere e immaginare.

Visto che è un fedelissimo lettore di questa rubrica, per me è un vero onore poter condividere la sua lista di consigli: ha scritto un pezzo molto bello e io allora lo ringrazio con un abbraccio invisibile.

Cinque libri strani ma divertenti 

di Eddie Mac

Scusate per l’introduzione ma sono in una fase grafomane e ho scritto troppo. Ve la riassumo: “Eresia, altra eresia, aneddoto di infanzia, tre capolavori che quasi nessuno considera, di nuovo eresia”. Se non vi va di leggerla, saltate direttamente ai cinque libri. Scusate di nuovo.

Prima di tutto vorrei confessare che non mi piacciono i libri che ti tengono sulle spine e non vedi l’ora di sapere come vanno a finire. Voglio dire, se non vedo l’ora di sapere come finisce un libro, vado a leggermi la fine e sono a posto così. Quindi per me gli spoiler vanno benissimo, anzi, meglio, così mi levo il pensiero (non uccidetemi, grazie). 

Non mi piacciono nemmeno i libri di paura, o quelli che ti fanno stare in ansia, che se proprio devo prendermi paura e stare in ansia tanto vale che legga il mio estratto conto.

Invece a me piacciono i libri che vorresti che non finissero mai, quelli che leggendoli ti dici io qui ci abiterei volentieri, mica come la vita reale, e se poi arrivi all’ultima pagina e non hanno una fine vera e propria, va bene lo stesso.

Probabilmente sono strano, ma non c’è niente di male a essere strani. Essere normali significa solo essere conformi alle aspettative collettive, niente di più.

Per questo ho scelto dei libri strani ma divertenti, anche se devo ammettere che non sono del tutto sicuro di come capire se un libro è divertente (ad esempio un sacco di persone mi hanno detto di leggere Il Circolo Pickwick che era divertentissimo, e io l’ho letto, l’ho trovato un bel libro, ma divertente proprio no, quindi non so se la mia idea di divertente collimi con la vostra) ma soprattutto ho un problema con le scelte. 

Mi ha molto colpito, in questa rubrica (di cui sono un assiduo lettore), la lista dei cinque libri da salvare quando la tua libreria va a fuoco.

Mi ha fatto pensare che anche a me è successo, una volta, di dover scappare molto velocemente da casa: avevo undici anni e mia madre mi ha chiesto di salvare qualcosa di valore; vivevamo da soli, nessuno dei due lavorava, e da almeno tre anni ero consapevole che avrei dovuto contribuire alle faccende economiche di casa. 

Allora io ho dovuto decidere in fretta, e ho salvato un pupazzetto di Snoopy.  

Poi invece la casa è rimasta intera, ma non è quello il punto; il punto è che non faccio mai delle scelte intelligenti. 

Non è una questione di coerenza, è proprio che ci provo, ma non ci riesco.

Ma poi le cose succedono lo stesso, non stanno mica sempre lì a vedere cosa avevi scelto, quindi tanto vale mettersi il cuore in pace e aspettare.

Tornando a noi, in questa rubrica ho letto un sacco di libri bellissimi, che sono i libri di una vita, a cui uno è tanto affezionato, o i capolavori della letteratura mondiale, e avrei voluto mettere anche io quelli che penso siano dei capolavori ma che quasi nessuno considera, tipo I miei piccoli dispiaceri di Miriam Toews, o Generazione X di Douglas Coupland, o A sud del confine a ovest del sole di Haruki Murakami ma, insomma, ho pensato, quanta tristezza può sopportare uno nella vita?

Quindi ho deciso che dovevano essere libri divertenti, e questi cinque non so mica se li ho scelti bene o se sono divertenti solo per me. 

Ad esempio non ho messo Terry Pratchett, che secondo me è l’autore più divertentissimo di sempre (lo so che la lingua italiana non prevede il comparativo di maggioranza con il superlativo assoluto, ma io penso che dovrebbe), solo che poi questa cosa avrebbe dovuto chiamarsi “quindici libri strani ma divertenti” e avrebbe spaginato tutto il format.

1. Il più grande uomo scimmia del pleistocene, Roy Lewis, Adelphi

Questo probabilmente è il primo libro che il vostro libraio di fiducia vi consiglierebbe se gli chiedeste un libro divertente.

È un libro che all’inizio si vendeva con il passaparola e non era così famoso, ma poi è diventato un libro famosissimo, e immagino l’abbiate letto tutti.

Se non l’avete ancora fatto, dovreste. 

Parla di come siamo diventati esseri umani, nel pleistocene, quando diversificare il nostro comportamento dalle scimmie poteva fare la differenza fra portare a casa la cena o essere la cena di qualcun altro.

Quindi sostanzialmente è la storia della nostra famiglia, e ci ricorda che siamo delle scimmie con meno peli e più vestiti.

2. Una passeggiata nei boschi, Bill Bryson, Guanda

Quando qualcuno ha il blocco del lettore, io gli consiglio di leggere Bill Bryson. Non mi sono mai sbagliato, o per lo meno nessuno è mai tornato indietro per picchiarmi.

La prima volta che ho letto Bryson pensavo fosse uno che scrive letteratura di viaggio (a me piace moltissimo, la letteratura di viaggio), ma in realtà ha scritto un sacco di altre cose fenomenali che vale sempre la pena leggere. 

Di suo leggerei pure la lista della spesa, perché è uno che riesce a renderti interessante qualsiasi cosa e, se non l’avete mai letto, potreste cominciare da qui.

“Qui” è quando Bryson, giornalista di mezza età senza nessun tipo di allenamento, si mette in testa di fare l’Appalachian Trail a piedi che, più o meno, misura 4.300km spalmati su undici stati, una linea diagonale che segue grossomodo la costa degli Stati Uniti orientali.

Una robetta da niente.

3. Guida galattica per autostoppisti, Douglas Adams, Mondadori

Di questo libro ci sono i fan sfegatati, e poi c’è chi non lo sopporta.

Forse perché è nato come libro cult, e probabilmente bisognava essere un po’ nerd per apprezzarlo davvero. Forse è perché è uno di quei libri che bisogna leggere da giovani, quando si è appena fatto l’interrail, e a leggerlo dopo ci si perde qualche cosa.

Forse perché qualcuno pensa che sia fantascienza (non dico che non lo sia, ma Douglas Adams fa alla fantascienza quello che Terry Pratchett fa al fantasy: “sembra quello ma non è, serve a darti l’allegria”).

Per farla breve, io l’ho letto da giovane, mi ci sono divertito tantissimo, e mi ha aperto un mondo. Molti mondi, ad essere pignoli. Tutti inutili a dire la verità, ma l’utilità è sopravvalutata.

La guida galattica offre anche un sacco di consigli interessanti su come affrontare la vita, l’universo e tutto quanto e alcune risposte fondamentali sul senso della vita. 

È anche il primo di una trilogia in cinque parti (dice l’autore), quindi se vi piace potete andare avanti a leggere (i miei preferiti sono il secondo e il quarto libro).

4. Il vangelo secondo Biff, Christopher Moore, Elliot 

Di Christopher Moore ho letto quasi tutto e alcuni libri sono bellissimi, altri, devo confessare, meno bellissimi.

Ma, vi chiedo, quanti capolavori può scrivere un essere umano? Non è che forse chiediamo un po’ troppo agli autori che amiamo?

Comunque: questo è un libro che parla di Gesù. In una maniera, diciamo, non molto ortodossa.

Questo non significa che prenda in giro la vostra religione (se siete cristiani) né quella di chiunque altro (ci sono molti riferimenti alle religioni orientali).

Dentro ci sono anche degli yak, l’abominevole uomo delle nevi, un elefante, e insomma, questo incasina un po’ le cose, perché i vangeli canonici non ne fanno cenno.

È anche un libro molto divertente, ma soprattutto è un libro sull’amore, sull’amicizia, e sul fatto che dovremmo sempre essere gentili con le persone che abbiamo intorno, che è una cosa che mi sta molto a cuore.

Trattandosi della vita di Gesù, non c’è da aver paura di spoiler.

5. Cosmic bandidos, A.C. Weisbecker, Meridiano Zero

Ho tenuto per ultimo uno dei miei libri preferiti di sempre.

Quasi nessuno ha letto questo libro, e devo ammettere che è un peccato, perché parla di contrabbando di droga e meccanica quantistica. Contemporaneamente.

Ma non serve essere esperti in nessuno dei due campi, per capirlo. 

Anzi, magari leggendolo potreste appassionarvi e diventare voi degli esperti, in almeno uno dei due campi (potete scegliere voi quale, non mi formalizzo).

Secondo me è uno di quei libri che, dopo averlo letto ed essere scoppiato a ridere in più punti, uno si fa anche delle domande. Per me sono i libri migliori. 

Sulla quarta di copertina del libro che ho io, c’è una nota sull’autore che dice: “Non si sa molto di A.C. Weisbecker, e A.C. Weisbecker preferisce che le cose restino così”. È un po’ il mio role model.

(Foto: Georgia VagimUnsplash)

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