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Letture

Letture 2021: i libri che ho amato di più

quattro file di libri impilati sul pavimento

Le liste con le migliori letture dell’anno hanno una data di scadenza? Facciamo di no.
Ci tenevo a rispettare una piccola tradizione di questo blog, anche se in ritardo: è stata un’occasione per ripensare al mio 2021 da lettrice e riavvolgere il nastro dei momenti preferiti.

Nelle puntate precedenti:

E adesso, vai col listone delle migliori letture del 2021.

Tra i consigli di Alessio Zambardi – libreria Il Mattone, Roma

  • Dropsie Avenue, Will Eisner, Rizzoli Lizard – traduzione di Leonardo Rizzi
    Quando ho detto al mio libraio che vorrei leggere più graphic novel, mi ha consigliato subito uno dei suoi titoli preferiti: racconta un pezzo di Bronx che cambia nel tempo, trasformandosi insieme alle persone che lo popolano. Sarebbe bello se ne facessero un film, una serie o, di questi tempi, anche un podcast narrativo: di queste storie ne vorrei ancora.

Per studiare e pensare

  • Piccole abitudini per grandi cambiamenti, James Clear, DeAgostini – traduzione di Annalisa Garavaglia
    Si può cambiare atteggiamento verso le cose da fare e smettere di evitarle o procrastinare? James Clear dimostra che sì, si può: condivide molti esempi, aneddoti e trucchi per allenarsi a interiorizzare nuove abitudini. Fa venire voglia di provarci (basta non farsi scoraggiare dalla copertina).
  • Svuota il carrello, Gianluca Diegoli, UTET
    Un manuale di marketing che non ha niente a che vedere con i classici libri sul tema. Assomiglia a un reportage nei gironi danteschi della nostra epoca: è stato un colpo di fulmine totale perché è scritto benissimo, con una struttura narrativa che ti acchiappa e non ti molla più (e anche questo è marketing, ehm). E poi fa ridere, tanto. Ti piace se ti piace Una cosa divertente che non farò mai più di David Foster Wallace.
  • Il vicolo cieco, Seth Godin, MGMT Edizioni – traduzione di Simonetta Bertoncini
    È stata la prima lettura del 2021 e, a ripensarci adesso, è stata anche un po’ profetica: somiglia a un discorso che ti farebbe una persona che conosci vedendoti in difficoltà sul lavoro o con un tuo progetto personale. Per me è stato un primo passo per iniziare a ragionare su quello che mi faceva stare male e quello che volevo cambiare.
  • The Practice: Shipping Creative Work, Seth Godin, Portfolio (edizione italiana qui)
    Una lettura-pacca sulla spalla che tengo sulla scrivania e apro a caso ogni tanto tipo Libro delle Risposte. Ci sono concetti che si ripetono spesso e a volte vorresti dire “vabbè, dai, ho capito”, ma poi arrivi alla fine e ti rendi conto che li ribadisce per farteli entrare meglio in testa e per farti smettere di avere paura delle tue idee.
  • Dritto al sodo, Greg McKeown, DeAgostini – traduzione di Alice Cominotti
    Un regalo di compleanno di mio fratello mi ha fatto scoprire tanti spunti interessanti per smetterla di dire sì a qualsiasi cosa e farsi risucchiare dal mito della produttività sempre e comunque. Una lettura utile anche se il sottotitolo Come scegliere ciò che conta e vivere felici è così zuccherino da farlo sembrare il manuale di auto aiuto che però non è.
  • Il futuro del lavoro è femmina, Silvia Zanella, Bompiani
    I consigli di lettura di Donata Columbro li seguo sempre, con me lei non sbaglia mai. Qui mi ha aiutato a ragionare su modelli alternativi di leadership e su altri approcci al lavoro: ci ho ritrovato dentro molti elementi che portiamo avanti spontaneamente nel gruppo operativo di Strategie Prenestine. Mi ha aiutato a desiderare un percorso professionale diverso.

Sulla scrittura

  • Una vita a scrivere, Annie Dillard, Bompiani – traduzione di Guia Cortassa
    Uno dei libri più belli sulla scrittura che io abbia mai letto: è pieno di storie, natura, incoraggiamenti e verità. L’ho sottolineato tutto. Ti piace se lavori con le parole, se ti affascinano le idee, se hai un progetto creativo che non sia per forza un manoscritto.
  • Bird by Bird, Anne Lamott, Anchor Books
    Un memoir che racconta una vita passata a scrivere e che fa venire voglia di creare e immaginare, ma non solo, ti spalanca proprio il cuore. Sono pagine piene di umorismo e grazia: l’ho letto commuovendomi e ridendo perché sembrava che mi stesse parlando una persona cara. Me l’ha consigliato Ludovica Lugli e io sono in debito con lei perché mi ha fatto scoprire un preziosissimo tesoro.

I preferiti tra quelli letti con Strategie Prenestine

  • L’acqua del lago non è mai dolce, Giulia Caminito, Bompiani
    Di questo romanzo ho amato tutto: lingua, storia, lago… tutto. Contiene delle immagini che porterò con me per molto tempo e delle pagine che vorrei rileggere ad alta voce. È stato poi emozionante parlarne su Zoom con Giulia Caminito e il gruppo di lettura: mi sono così affezionata a questo libro che quando ha vinto il Campiello ho esultato come per l’Italia agli Europei.
  • Sembrava bellezza, Teresa Ciabatti, Mondadori
    Come ho scritto qui: «Mi ha fatto guardare dentro una botola, lì dove si nascondono i pensieri che non si ha il coraggio di dire ad alta voce, i ricordi che fanno male e le vite alternative che potremmo aver vissuto se solo le cose fossero andate in un altro modo. Mi sono sentita sprofondare in un gorgo di rimpianti, rabbia e colpi bassi, ma qua e là ho sorriso spietata: questo romanzo mi ha trasportata dove non credevo di poter andare e mi ha sorpresa perché mi sono riconosciuta quando meno me l’aspettavo».
    Adesso aggiungo: inspiegabile che non sia entrato nella cinquina del Premio Strega.
  • Ragazza, donna, altro, Bernardine Evaristo, SUR – traduzione di Martina Testa
    Amore puro per questo romanzo che va a capo come le poesie e ti trascina nelle vite di dodici protagoniste che poi non puoi dimenticare. Una scrittura politica che vuole farti aprire gli occhi su chi sei e chi potresti essere, se solo provassi a reagire.
  • L’Eternauta, Héctor G. Oesterheld e Francisco Solano López, 001 Edizioni – traduzione di Gigliola Viglietti
    Un graphic novel uscito nel 1957 e diventato un capolavoro della fantascienza. Mi ha sorpresa perché anticipa temi e paure purtroppo attuali: l’ho letto pensando al Covid e all’angoscia che nei primi mesi del 2020 ci faceva uscire bardandoci come se anche noi dovessimo affrontare un’invasione aliena. Che paura.
  • Le cattive, Camila Sosa Villada, SUR – traduzione di Giulia Zavagna
    L’ho desiderato appena ho saputo che sarebbe uscito e leggerlo in compagnia gli ha dato un valore anche più forte, perché è una storia che mi ha devastata di botte e mi ha aperto lo sguardo su tutta una serie di sfumature di umanità che non conoscevo. Racconta delle verità anche molto crude, ma quando tutto diventa insostenibile allora si accende la scintilla del realismo magico, della favola che stempera quello che forse non si riesce a dire. Bisognerebbe davvero farlo leggere a chiunque.

Racconti

  • Contare le sedie, Ester Armanino, Einaudi
    Un viaggio bellissimo con lampi di meraviglia e commozione. Racconti che compongono pezzo dopo pezzo la storia di una donna: consigliato a chi ama i quadri, le fotografie, i ricordi. Leggerlo mi ha trasformata un po’.
  • Le cose giuste, Silvia Ferreri, Rizzoli
    Cinque storie vere di donne che si sono ritrovate costrette a fare la cosa giusta, spesso la più dolorosa. Ho pianto a ogni capitolo e sono stata molto felice di presentare questo libro insieme all’autrice, anche per poterle dire dal vivo quanto la sua scrittura sia intensa e luminosa.
  • Paranoia, Shirley Jackson, Adelphi – traduzione di Silvia Pareschi
    Ok, qui trovate dei racconti bellissimi di una maestra straordinaria, ma credo che a me resteranno più impressi i capitoli sulla scrittura e quelli sulle scene casalinghe che fotografano alcuni tic della genitorialità, perché sono irresistibili e anche perché alcune cose potrebbero essere successe anche a casa mia.
  • Neroconfetto, Giulia Sara Miori, Racconti
    Per me gli esordi hanno sempre un gusto speciale, perché vanno accompagnati con ancora più cura e attenzione: è stato un onore presentare questi racconti insieme all’autrice e a Gaia Tarini. Sono storie che inquietano, piene di ombre e fantasmi: quando meno te l’aspetti si rovesciano e ti lasciano lì, con un brivido, a volerne ancora.
  • Guida alla notte per principianti, Mary Robinson, Racconti – traduzione di Sara Reggiani
    Mary Robinson conferma il mio amore spassionato per i racconti, perché mi fa entrare di nascosto nelle vite delle altre persone. La postfazione di Rossella Milone è un gioiello.
  • Sette case vuote, Samantha Schweblin, SUR – traduzione di Maria Nicola
    Ho iniziato da qui a scoprire quest’autrice capace di mettere insieme sette racconti perturbanti e bellissimi: al centro di ognuno c’è sempre un’inquietudine che fa muovere le cose e agita i personaggi, spingendoli a cercare. L’ho bevuto, non riuscivo a smettere di leggere. Lettura perfetta da divano e copertina, mentre fuori fa freddo e arriva il buio.
  • Le magie, Ilaria Vajngerl, Galaad Edizioni
    Piccole vite normali che, osservate da vicino, rivelano una sbavatura, un deragliamento, qualcosa fuori posto che ti fa sentire a disagio o ti lascia sottosopra. Un esordio con una voce fresca e interessante, una bellissima scoperta.

Memoir

  • Boy, Roald Dahl, Salani – traduzione di Donatella Ziliotto
    Sono cresciuta con gli Junior Mondadori, ma invidio tanto chi durante l’infanzia ha letto anche Gl’Istrici Salani. Roald Dahl è una mia grande lacuna che ho deciso di colmare adesso, da grande: ho iniziato dal suo memoir, è stato un colpo di fulmine e adesso non vedo l’ora di andare avanti.
  • Il club dei bugiardi, Mary Karr, E/O – traduzione di Claudia Lionetti
    Una famiglia che dire disfunzionale è dire poco. Qui si toccano temi tosti: abusi, dipendenze, violenza, malattia, salute mentale. Un racconto magistrale di come si possa sopravvivere alla perdita dell’innocenza. Non è un caso che sia un libro amatissimo da Stepen King (che lo cita anche in On Writing).
  • Just Kids, Patti Smith, Feltrinelli – traduzione di Alessandro Mari
    Vorrei aver vissuto almeno una scheggia della New York di Patti Smith. Le amicizie geniali, l’arte, la poesia, l’adrenalina: che nostalgia per quel mondo che sapeva così tanto di possibilità.
  • L’unica persona nera nella stanza, Nadeesha Uyangoda, 66thand2nd
    Intelligente, amaro, illuminante: mi ha costretta a fare conti con quello che pensavo di sapere già e che invece non riuscivo a vedere davvero. Che brava che è questa autrice.

Romanzi

  • L’ibisco viola, Chimamanda Ngozi Adichie, Einaudi – traduzione di Maria Giuseppina Cavallo
    Come si fa a emanciparsi da un padre tossico, violento e innamorato di una religione che mortifica e punisce? Scappando, soffrendo e imparando a guardare altrove. Un romanzo potente che ti strattona, ti rimescola.
  • Il selvaggio, Guillermo Arriaga, Bompiani – traduzione di Bruno Arpaia
    L’ho amato così tanto che non volevo finirlo, quindi da un certo punto in poi ho iniziato a leggerlo pianissimo, prendendomi pause anche di mesi. Quando poi mi sono decisa ad arrivare in fondo, avrei voluto ricominciare subito da capo. Fa male, malissimo, ma è bello farsi travolgere da questa storia di vendetta, amore, gelosia, violenza, umanità. C’è proprio tutto.
  • Via delle Magnolie 11, Stefania Bertola, Einaudi
    Sono legata alle storie che mi guariscono in giornate o periodi no; se mi chiedi una lettura per tirarsi su, io suggerisco sempre questo romanzo condominiale veloce e divertente che ti porta altrove in modo brillante, senza prenderti in giro.
  • Esercizi di fiducia, Susan Choi, SUR – traduzione di Isabella Zani
    Una ragnatela che ti incastra facendoti pensare che sia una lettura scacciapensieri sull’amore giovane, le scuole di teatro e gli anni Ottanta e invece poi rivela una potenza e un’attualità che non avresti mai sospettato. Mi piacciono i libri che lasciano il compito di rimettere insieme i pezzi. Complimenti alla traduttrice: che lavorone.
  • La più amata, Teresa Ciabatti, Mondadori
    Bellissimo perché ti incalza, ti lascia un sacco di domande. Chi siamo noi, chi sono i nostri genitori? Cosa ci raccontiamo per sopravvivere? Posso confermarlo: sono diventata una #Ciabatters.
  • Ready Player One, Ernest Cline, Mondadori – traduzione di Laura Spini
    Ti sazia e ti appaga come un pranzo di Natale. Ho amato tutti i riferimenti agli anni Ottanta, mi sono divertita tanto e quando è finito ne avrei voluto ancora. Mi dicono però che il seguito non è all’altezza: indagherò.
  • Sedici parole, Nava Ebrahimi, Keller – traduzione di Angela Lorenzini
    Uno di quei romanzi a cui vuoi bene anche se ti tira un po’ di schiaffi qua e là, anzi forse proprio per questo. Sono partita aspettandomi qualcosa di totalmente diverso, più consolatorio: pensavo fosse una storia rassicurante e invece no, ti spalanca gli occhi quando meno te l’aspetti.
  • La madre di Eva, Silvia Ferreri, NEO.Edizioni
    Una madre, un figlio nel corpo di una figlia, un viaggio per cambiare le cose. Anche qui Silvia Ferreri mi ha sbriciolato il cuore. Me l’ha fatto proprio a pezzi.
  • Tutti i nostri ieri, Natalia Ginzburg, Einaudi
    Quando leggo Natalia Ginzuburg poi riesco solo a pensare a una parola: immensa. Anche stavolta mi ha lasciata senza parole. Una famiglia fatta di fili che prendono strade diverse, un romanzo che entra nella Classifica dei Libri della Vita insieme a Caro Michele e Lessico famigliare.
  • Gli anni invisibili, Rodrigo Hasbún, SUR – traduzione di Giulia Zavagna
    Sai quando ti affezioni al racconto di una giovinezza che non è la tua? Ecco. E poi qui ci sono un po’ di mie fissazioni: il libro nel libro e lo scarto tra la vita che immaginavi e quello che ti è successo davvero crescendo. E i capitoli finali… (sospiro).
  • Andarsene, Rodrigo Hasbún, SUR – traduzione di Giulia Zavagna
    Mi ha aiutato a uscire da un blocco della lettura e l’ha fatto lasciandomi addosso tante vite aperte, da ricomporre. Nelle storie di questo autore sento un’elettricità, una tensione che mi resta addosso anche dopo. Perfetto per farsi risucchiare.
  • Il blu non ti dona, Judith Schalansky, nottetempo – traduzione di Flavia Pantanella
    Un libro ibrido che mescola memorie, invenzione, Storia e tanto, tantissimo mare. Mi ha ipnotizzata: voglio leggere tutto quello che ha scritto Judith Schalansky.
  • Distanza di sicurezza, Samantha Schweblin, SUR – traduzione di Roberta Bovaia
    Applausi a un’autrice capace di terrorizzarmi senza usare mezza scena splatter. Mi ha costretta ad andare avanti anche quando mi mancava l’aria. Metti una madre, una figlia, una casa in un posto sperduto e una strana vicina di casa… e chi se la scorda ‘sta paura. L’ho dovuto finire di giorno altrimenti non avrei dormito mai più.
  • Tempesta madre, Gianni Solla, Einaudi
    Quando pensi ancora a un romanzo anche a distanza di mesi, vuol dire che contiene qualcosa che continua in qualche modo a parlarti. Mi porto dentro questo bambino, il suo rapporto complicato con la madre e una Napoli vivida, abbacinante. E ogni tanto mi ripeto una frase: «Se una cosa la puoi scrivere, allora vuol dire che la puoi capire».

L’ultima lettura dell’anno

  • I vagabondi, Olga Tokarczuk, Bompiani – traduzione di Barbara Delfino
    Sarò sempre legata a questo libro perché l’ho letto in ospedale. Mi ha tenuta per mano durante giornate complicate e ho amato moltissimo il suo procedere per frammenti, perché mi sono rimaste addosso solo le parole e le scene che ho voluto conservare. A Olga Torkarczuk invidio moltissimo lo sguardo e la capacità di tirare fuori storie interessanti da qualsiasi cosa. Voglio leggere il resto, mi sono veramente innamorata.

Le migliori letture del 2021: titoli di coda

(Foto: freestocksUnsplash)

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