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Consigli

Cose di Carola, S01e02

l'ingresso di una sala cinematografica: una vetrata si affaccia sulle scale illuminate dalla luce dei neon

In questo episodio: un film, un reality e un documentario. Hai perso la puntata precedente? Recuperala qui.

E poi: mercoledì 4 maggio alle 19 Carola Moscatelli presenta il nuovo podcast di Melissa Panarello alla libreria Tomo di Roma insieme a Guido Vitiello.

di Carola Moscatelli

Being the Ricardos, Prime Video

Il nuovo film di Sorkin si chiama Being the Ricardos perché Scene da un matrimonio era già stato utilizzato. Come molti in Italia, ho conosciuto Lucille Ball tramite Pretty Woman: Vivian a un certo punto si mette a guardare la televisione e incappa in una replica di un episodio della serie, nello specifico quello in cui Lucy partecipa alla vendemmia e perde un orecchino mentre sta pestando l’uva (che viene citato anche nel film). Sembra che il primo viatico per farci considerare Vivian una brava persona lo dia proprio la risata davanti a I love Lucy, prima dei vestiti e delle lezioni lampo di bon ton; una ragazza che apprezza uno show di trent’anni prima, che parla di una coppia negli anni ’50 non può essere cattiva.

Lo show, che negli Stati Uniti è un classico ed è alla base della commedia televisiva, in Italia è andato in onda nel 1960; solo la prima stagione e giuro che pagherei dei soldi per sapere cosa diceva la critica a riguardo. L’ambientazione è puro Sorkin: il racconto di un fenomeno complesso dall’interno, non tralasciando nessuno dei comprimari che servono a far andare la macchina. Una settimana lavorativa nella vita di una produzione televisiva, dalla lettura del copione alla registrazione, che però è una settimana particolare per una serie di questioni che non spoilero se non lo avete visto e volete vederlo.

La cosa che ho apprezzato di più, insieme ai numeri musicali di Bardem, è stato il racconto della vita di Lucy attraverso quello del suo corpo.

Quello di un’attrice comica non è mai un corpo attraente, e anche se Lucy era una bella donna (e c’è una scena con un dialogo su dieta e bellezza che potrebbe essere stato girato l’altro ieri) non ha usato il suo corpo nel modo in cui lo usavano le belle donne dell’epoca. La sua carriera cinematografica finisce a 39 anni perché è vecchia. Inizia a fare radio e viene notata dai produttori della CBS perché anche se in radio, la sua comicità è soprattutto fisica. Anche se di solito non se ne parla mai fuori da certi ambiti, il lavoro dell’attore è soprattutto un lavoro fisico, la disciplina del corpo è una questione primaria.

Love is Blind, Netflix

A me i dating show mi annoiano. Mi fanno sentire come il biologo che controlla i tentativi di riproduzione del panda gigante nelle riserve cinesi. Quando è uscita la prima stagione di Love is Blind (che trovate su Netflix) era febbraio 2020, il Covid era una faccenda solo cinese e io mi ero fatta male alla schiena perché avevo voluto fare la giovane giovanissima cenando all’aperto in inverno. Dieci giorni di riposo assoluto nei quali ho fatto una specie di prova generale di lockdown e ho visto questa roba qui, pensando di non arrivare alla fine della prima puntata. La prima sera ne ho viste 3 di seguito.

Il programma viene presentato come un esperimento ideato e condotto da Nick e Vanessa Lachey, che mette insieme 10 maschi e 10 femmine sui trenta che si vogliono sposare e che sono disposti a passare del tempo insieme senza vedersi nelle pods, due stanzette collegate tra loro da un muro luminoso. I venti single si frequenteranno così per dieci giorni, al termine dei quali ci potrà essere la proposta (che fanno solo i maschi, previo acquisto di anello di fidanzamento). Poi finalmente si potranno vedere. Per cementare questa unione saranno mandati una settimana in vacanza in Messico e poi a vivere insieme fino al matrimonio.

In mezzo c’è un racconto che racchiude tutti i miti tossici sul matrimonio: da mi devo sposare col mio migliore amico a ho più di trent’anni e sto per sto per scadere. Le persone che partecipano sono tutte bellocce (qualche minoranza, pochi grassi che non finalizzano, nessun disabile, pochissime coppie miste che finiscono tutte male, a parte una) ma tutte con una maturità emotiva da seconda media. La frase più pronunciata dopo “oh my gosh” e “(s)he Is my best friend” è “non ho mai detto a nessuno quello che ho detto a X”, giudizio che arriva subito dopo un montaggio di un dialogo di una banalità sconcertante.

Consigliato per chi vuole prendere parte a una specie di allucinazione di massa sul tema matrimonio.

Ennio, al cinema

Non amo molto il cinema di Tornatore. Mi sembra sempre un manipolatore delle emozioni e vedere i suoi film mi mette sempre a disagio, un disagio che non voglio provare. Quando ho visto che la regia del documentario su Morricone era la sua ho seriamente valutato di non andarlo a vedere. Poi ieri ci sono andata.

È un racconto che parla di cinema (e di emozioni nel cinema) nel modo in cui un appassionato prestigiatore ti spiega i suoi trucchi senza farti perdere la magia che ci sta dietro. Tra le tante cose che vengono raccontate (tra cui la genesi del fischio di Per un pugno di dollari, raccontata nel romanesco schietto che due grandi maestri come Morricone e Alessandroni utilizzavano per comunicare), ce n’è una che mi ha colpito tantissimo: Sergio Leone ha usato i temi della colonna sonora direttamente mentre stava girando C’era una volta in America.

La musica extradiegetica usata come musica d’ambiente all’interno del film per dare meglio le indicazioni di recitazione agli attori. Una cosa rischiosa, perché non era scontato che De Niro reagisse bene, ma molto affettuosa, perché Morricone diventava un po’ un vero membro del cast, come un aiuto regista o uno sceneggiatore.

Titoli di coda

Carola Moscatelli è nata l’ultimo fine settimana degli anni ’70 e il primo film che ha visto al cinema è stato Flashdance. Le piacciono i libri, le piante, i gatti e le scarpe e parlare delle cose che ama in ogni mezzo. Ha conosciuto Valentina perché incuriosita dai tre fatti e in capo a sei mesi già stavano facendo le prove per la conquista del mondo. Strategie Prenestine le ha fatto conoscere molte persone, leggere molti libri, bere molta birra e venire a sapere che ha la luna in Toro.

(Foto: Myke SimonUnsplash)

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