Menu
Consigli / Letture

Il bello di leggere fumetti: Sandman

Da oggi su Netflix è disponibile la serie tv tratta da Sandman: esploriamo l’opera di Neil Gaiman in compagnia di Mara Famularo, esperta di fumetti che scrive su Tuttolibri – La Stampa e su Fumettologica.

di Mara Famularo

Incontrare un personaggio soprannominato il “Signore delle Storie” è la cosa più bella che possa succedere a chi ama leggere. Perché questo accada basta aprire un volume a caso di Sandman, una serie a fumetti pubblicata tra il 1989 e il 1993. Creata da Neil Gaiman, un autore che è poi diventato una celebrità come romanziere e come guru per i suoi consigli (e corsi) di scrittura, realizzato sotto lo sguardo autorevole di una editor straordinaria, Sandman ha segnato un punto di svolta importante nella storia del fumetto seriale e della sua percezione, ma soprattutto è un’opera che conquista anche chi abitualmente frequenta solo romanzi più o meno letterari. Lo so per certo, perché è andata così anche per me.

Avevo poco più di vent’anni, ero iscritta alla facoltà di lettere e filosofia e dovevo trovare un’idea per la tesi in storia dell’arte contemporanea. Poiché ogni pista artistica mi annoiava, decisi di optare per fumetti, un ambito che non interessava minimamente alla mia relatrice ma che avevo voglia di tornare a frequentare. Leggendo libri di storia del fumetto, mi resi conto che di fumetti non ne sapevo proprio niente. Quindi cominciai a prendere in biblioteca, in libreria o in fumetteria (un luogo per me inesplorato) un po’ di volumi, tanto per sentirmi meno ignorante. Con questo spirito mi misi a leggere Terre del Sogno, il terzo volume della serie Sandman – il terzo, perché i primi due erano introvabili.

C’erano dentro quattro storie, densissime di rimandi alla letteratura, al folklore, al teatro, alla musica: la musa Calliope abusata da uno scrittore a caccia di ispirazione; un branco di gatti randagi che sognano; Will Shakespeare che mette in scena Sogno di una notte di mezza estate; una supereroina semisconosciuta sull’orlo del suicidio.

Frammenti di esistenze di cui non viene rivelato tutto, ma che riescono a coinvolgere e commuovere. Personaggi accomunati soltanto dall’incontro con il vero protagonista della serie, che compare in pochissime tavole ma lascia il segno anche così. Una complessità e una profondità che avevo già incontrato nei grandi romanzi, ed eccola adesso in un albo a fumetti.

Una tavola di Sandman

Sandman ruota intorno a Sogno, anche detto Morpheus, il Plasmatore, Oneiros, il Signore di tutte le storie. È uno dei sette Eterni, entità senza tempo che regolano e condizionano la vita dei viventi. È al di sopra degli esseri umani e anche degli dei e dei demoni, ma spesso è coinvolto, a volte colpevolmente altre involontariamente, nelle loro vicende. Nel corso della serie le sue storie si intrecciano a quelle di moltissimi altri personaggi – per citarne solo alcuni: la sorella Death, Lucifero, una bionda di nome Barbie, Caino e Abele, la dea dell’amore Ishtar, le Eumenidi, il poeta Orfeo.

Il titolo Sandman si riferisce al folklore tedesco ma più direttamente a un supereroe creato nel 1939. L’idea di Neil Gaiman era quella di riscrivere radicalmente questo personaggio minore del pantheon dei supereroi per creare una storia diversa da quella dei fumetti originali, molto più complessa, ricca di sfumature e vicina a una sensibilità più moderna. Un’operazione straordinaria e rivoluzionaria, possibile grazie alla lungimiranza dell’editor Karen Berger, che incoraggiò l’autore a creare un’opera del tutto atipica e proprio per questo capace di catturare l’attenzione del pubblico più disinteressato ai fumetti, e in particolare delle lettrici.

Una tavola di Sandman

Dopo aver letto Sandman capiterà di dover mettere in discussione molti dei pregiudizi tradizionalmente associati al fumetto e di scoprire che una storia a fumetti può sedimentare nella testa per anni, e anche restarci per sempre. Questo perché il fumetto non è un genere ma un linguaggio, una forma espressiva compiuta, come la letteratura, il cinema, il teatro. È un universo in cui si può trovare di tutto, dalla pagina scadente alla grande arte. Un universo che aspetta solo di essere esplorato. Io ho solo suggerito da dove cominciare.

0 Commenti

    Lascia un commento

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.