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Cinque libri

Cinque libri: Raffaele Calvanese

le mani di una donna tengono un paio di occhiali da sole; non vediamo la donna in volto, tutta l'attenzione è sulle mani

Raffaele Calvanese è speaker radiofonico e giornalista musicale. Per me è un lettore fortissimo che sa consigliare sempre il titolo giusto: ogni tanto spunta tra i messaggi privati di Instagram con un titolo che sembra fatto apposta per me. Non sbaglia mai.

Collabora con ShockWave MagazineOca Nera Rock e Inside Music. Scrive di libri su Liberementi ed è tra i collaboratori di Poetarumsilva, su cui ha pubblicato alcuni racconti e recensioni. Ha pubblicato racconti anche sulle riviste Malgrado le mosche e In fuga dalla bocciofila. Nel 2019 pubblica con Scatole Parlanti il suo libro d’esordio Di che cosa parla veramente una canzone. Nel 2021 un suo racconto è stato inserito nella raccolta Il mistero del cuore pubblicata da Edizioni Spartaco e curata da Antonella Cilento.

Quando ci siamo incontrati al Salone del Libro 2022 gli ho chiesto subito di accompagnarmi a comprare titoli di cui mi aveva parlato o che aveva recensito. Sono molto contenta che per la sua lista abbia scelto di parlare di scrittrici. Devo leggere al più presto tutti i titoli che mi mancano.

Cinque autrici che vorrei farti scoprire

di Raffaele Calvanese

C’è un complimento più bello di “sto leggendo questo libro che mi hai consigliato tu”?

Un lettore, penso, non ha bisogno né di essere forte né di essere debole ma soltanto curioso. In questi anni la mia curiosità è cresciuta in misura direttamente proporzionale alla percezione di trovarmi di fronte a un mare sconfinato di possibilità. Da una parte i classici, dall’altra le nuove leve, in mezzo i venerati maestri. Orientarsi in questo oceano di carta e inchiostro non è semplice e si ha sempre l’impressione di perdersi qualcosa. Per questo, credo, contano molto i consigli di persone fidate, di lettori con cui si condivide il gusto o lo spirito per la scoperta di scritture nuove. Quasi inconsapevolmente mi sono reso conto che le letture che maggiormente mi hanno entusiasmato negli ultimi anni appartengono a voci femminili.

Prendiamo ad esempio il grande lavoro di ricerca e di approfondimento del collettivo di Mis(S)conosciute. Forse qualcun* ha visto girare il loro iceberg, per capire che le scrittrici spesso hanno subito un oblio precoce o che hanno avuto molta più difficoltà a restare a galla nel panorama editoriale nostrano per svariati motivi (quanto è moderno Viaggio di una sconosciuta di Livia De Stefani ancora oggi, eppure così poco conosciuto).

Se dovessi parlare di cosa è più vitale nel panorama della narrativa nostrana direi senz’altro che le autrici italiane rispetto agli autori hanno una marcia in più. Trovo nei libri di Valeria Parrella, ad esempio, un’intensità e uno sguardo che difficilmente riscontro altrove. La scrittura di Giulia Caminito o Nadia Terranova affondano le mani nelle viscere dell’animo umano in modo non paragonabile all’altro lato del mondo scrivente. Per questo mi permetto di elencare cinque autrici più o meno conosciute che mi ha entusiasmato leggere e che mi farebbe piacere consigliare.

Francesca MatteiIl giorno in cui diedi fuoco alla mia casa (Pidgin 2021).

La scrittura di Francesca Mattei è tagliente, cruda, senza compromessi. Segue la vita lungo i bordi con i suoi racconti pubblicati prima sulla rivista Split e poi con Pidgin, casa editrice capace di portare a galla voci nuove e promettenti. Provate a leggere insieme al libro di Francesca anche Viscere di Amelia Gray, ci troverete tantissimi punti di contatto ed una scrittura fortemente innovativa.

Benedetta Palmieri – Emersione (Nutrimenti 2021)

Benedetta Palmieri ha un profondo rispetto per la scrittura e per tutto ciò che scrivere comporta. Dopo una decina d’anni dal suo bell’esordio con Funeracconti (uscito per Feltrinelli) torna con un libro importante che racconta un percorso doloroso. La scrittura è precisa, senza sconti e conduce il lettore insieme alla protagonista in una catarsi che riscatta da una perdita devastante che riapre stanze all’apparenza chiuse. Entriamo in luoghi dell’anima e anche posti reali che, come anelli di una catena, ci fanno risalire fino al nodo originario di questo dolore.

Antonella CilentoMorfisa o l’acqua che dorme (Mondadori 2018)

Antonella Cilento è probabilmente una delle persone che insegna scrittura creativa in Italia da più tempo. Il suo approccio nei confronti della letteratura è appassionato e rigoroso, erudito e curioso allo stesso tempo. Da poco ha dato alle stampe una summa dei suoi oltre 20 anni di corsi di scrittura (La caffettiera di carta per Bompiani). Questo libro del 2018 è un fantasy storico in cui c’è dentro la ricerca dei luoghi e di una repubblica delle donne napoletana, l’amore per la scrittura (il protagonista è un poeta senza ingegno che si affastella a rubare storie altrui), c’è il femminismo declinato in modo inusuale e tutto è mescolato con una penna che fonde ironia e passione.

Ester ArmaninoContare le sedie (Einaudi 2021)

Contare le sedie non è un romanzo, non è una raccolta di racconti, è qualcosa che si pone in una terra di mezzo e racconta una storia fatta di tanti piccoli pezzi che apparentemente non sembrano legati tra loro ma che visti tutti insieme restituiscono un ritratto tenuto insieme dall’immensa sensibilità che l’autrice riesce a racchiudere nelle sue pagine. Un libro come questo è la definizione migliore di dove possa arrivare un’autrice rispetto ad un autore, a mio parere.

Viola ArdoneOliva Denaro (Einaudi 2021)

Nessuna donna è fragile: fragile è solo chi è esposto all’ingiustizia. In poche semplici parole messe sulla bocca di Oliva Denaro (l’anagramma del nome dell’autrice) è racchiuso un universo letterario che si esprime nella storia di una ragazza che un tassello alla volta, con fatica e dolore, prova a sovvertire un ordine (in)naturale che relega le donne su binari prestabiliti. Una storia che ricalca un fatto di cronaca e che ripercorre una stagione che sembra lontana ma che in realtà è più vicina di quel che si possa credere. Provate a non avere voglia di mangiare anche voi la pasta con l’anciova e a non ridere del sarcasmo di Oliva che anche nei momenti peggiori riesce a vedere una crepa nel muro eretto dall’ignoranza e dal patriarcato.

(Immagine: Katarzyna KosUnsplash)

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