Menu
Scoperte

Cose che ho scoperto grazie a Basilico

una piantina di basilico in un piccolo vaso, appoggiata su un davanzale. accanto a e lei altre due piantine

Il primo numero di Basilico è uscito il 17 aprile 2016 su Tinyletter: parlava di Snapchat, della serie Happy Valley e della mia abitudine di cantare in playback per strada. All’epoca le newsletter non erano di moda e sembrava ancora un po’ strano averne una: io avevo iniziato a usarla perché volevo scrivere e dialogare con le persone in un luogo che fosse più intimo del blog e meno esposto dei social. Nel tempo il progetto è cambiato molto, con pause e ripartenze, prove ed esperimenti.

Basilico così com’è oggi, con una cosa che ho scoperto, una cosa che ho imparato e una cosa che mi ha fatto cambiare idea, c’è da febbraio 2019: l’idea di questo format è di Roberta Tedesco, esperta di comunicazione digitale e mia migliore amica dai tempi del liceo. Avere una struttura fissa è un vero esercizio di pensiero e scrittura e mi ha aiutata a portare avanti la newsletter anche quando mi sembrava difficile trovare contenuti.

Sono andata a rileggere i vecchi numeri e ho messo insieme le cose che ho scoperto dal 2019 al 2021:

  • le interviste di Teresa Ciabatti su 7 – Corriere della Sera: sono tra le mie preferite perché mi fanno scoprire sempre qualcosa che non so e contengono almeno un paio di frasi che trascrivo per non dimenticarle. Esempi in ordine sparso: Nick CerioniValeria Parrella – Fumettibrutti – MadameCrocifisso Dentello;
  • Craft Talk, la newsletter settimanale della scrittrice Jami Attenberg (i suoi romanzi sono pubblicati in Italia da Giuntina e Einaudi): racconta il mestiere della scrittura da angolazioni diverse e ci trovi dentro l’ispirazione e la fase creativa, ma anche come funziona l’aspetto promozionale dell’editoria e come fare pace con le proprie aspettative. La amo perché sa far entrare chi legge nel proprio mondo, accorciando la distanza tra autrice e pubblico: lo fa con una generosità e una schiettezza che vorrei che appartenessero anche alla bolla culturale italiana;
  • un template pescato dal libro di Linda Barry What It Is: Do You Wish You Could Write? e scoperto in questo numero newsletter di Ann Handley: si tratta di uno schema per scrivere un diario e creare una routine quotidiana, quattro quadrati per raccogliere cose fatte, viste, ascoltate e poi anche un disegno. Mi sembra un modo divertente per allenarsi a guardare le giornate da un altro punto di vista, più completo di come cerco di fare con i #3FattiDiOggi;
  • Prima, il podcast di Sara Poma: dopo Carla, una ragazza del Novecento, un altro progetto che ricostruisce una vita mescolando storia d’Italia e storie personali. Al centro c’è Maria Silvia Spolato, la prima donna a fare coming out in pubblico: sei puntate per dare voce a chi c’era prima, a chi ha lottato con coraggio contro le discriminazioni quando tutto era ancora più difficile di adesso: mi sono commossa tanto e alla fine ne sono uscita con il cuore piccolissimo e spalancato insieme;
  • Unicorni in redazione, il podcast di Marianna Bruschi nato per raccontare l’evoluzione digitale del giornalismo italiano e internazionale. Uno di quei progetti che mi hanno acceso una luce nella testa, che mi hanno fatto venire voglia di scoprire cose nuove;
  • Monoporzioni, un libro a cura di ziczic e Cozinha Nomade, una piccola casa editrice e un progetto dedicato alla cucina di quartiere. Non è la classica raccolta di ricette: racconta la riscoperta del cibo come di un momento capace di farci sentire ancora la vicinanza e il calore delle altre persone;
  • Frab’s Magazines & More, un negozio online che vende riviste indipendenti e altre meraviglie: «Per noi la rivista è un atto di resistenza nel tempo storico che fa dell’incultura un valore. Vendere riviste con tirature limitate e fare diffusione in campo editoriale e culturale è un apparente controsenso nel quale abbiamo pienamente trovato la ragione del nostro impegno in questo progetto». L’ho scoperto grazie a un regalo di Donata e prima o poi provo anche il Secret Mag Club;
  • Binging with Babish, il canale YouTube di Andrew Rea in cui si cucinano ricette tratte da film, serie tv e videogiochi e, soprattutto, si ride un sacco. Me l’hanno consigliato Alessia e Federico rispondendo a questo tweet. I video del mondo di Babish sono stati un colpo di fulmine perché mi sembrano un modo bellissimo di fare divulgazione e insegnare un po’ di trucchi partendo da un patrimonio condiviso, quello della cultura pop;
  • The Red Hand Files è il modo che ha scelto Nick Cave per dialogare con i suoi fan: loro gli pongono qualsiasi tipo di domanda, lui risponde con parole così poetiche e perfette che vorresti conservare tutte le mail. Un esempio: quello che ha scritto a Barbara, adolescente di Roma, che gli chiedeva cosa fare dei suoi 16 anni;
  • Potere ai poeti è un canale Telegram: Gaia Tarini ha una voce bellissima che usa per condividere a sorpresa passi dei libri che ama di più. Quando la ascolto, il resto rallenta mentre le pagine diventano respiri, pause e parole che arrivano piene e vivide come se fossero solo per me;
  • Valeria Parrella che racconta Anna Maria Ortese per Scrittori #fuoriClasse: un ritratto appassionato e poetico che fa venire voglia di correre a leggere;
  • Appena torno, il podcast di Andrea Cardoni nato durante il lockdown: ho riso e ho pianto ascoltando le voci di persone di tutte le età che condividono confidenze poetiche, buffe, minuscole, intime;
  • Observations, il progetto di Spencer Tweedy: ogni giorno si appunta tutto quello che lo colpisce e poi lo trascrive online quando gli va. È un fan delle liste come me e accumula tesori che potrà ritrovare tutte le volte che vorrà;
  • libri-gioco, quelli con i buchi e le pagine con i bordi arrotondati, sono nati in Italia, alla fine degli anni 70: me l’ha fatto scoprire Filomena Grimaldi della libreria Controvento di Telese, Premio Andersen 2016 come migliore libreria per ragazzi. Mi ha raccontato il progetto rivoluzionario della casa editrice La Coccinella che ha trasformato l’oggetto libro in qualcosa da esplorare con tutti e cinque i sensi, allenando la curiosità. L’Italia ha cambiato per sempre i libri per bambini e non lo sa quasi nessuno, mi ha detto Filomena;
  • il podcast Archivio Pacifico: Francesco Pacifico tira fuori dai suoi ospiti cose che non leggerai/sentirai altrove e ti fa davvero vedere un personaggio famoso sotto un’altra luce, tra aneddoti brillanti e profondi, mai scontati;
  • Family Business, serie francese su un giovane sfigato di belle speranze che decide di trasformare la macelleria kosher di famiglia in un locale che vende marijuana. Io e mio marito ci siamo divertiti molto a guardarla in originale, aiutandoci con in sottotitoli: secondo noi così fa più ridere;
  • Il Mattone a Roma est, zona Centocelle: per anni ho cercato la mia libreria del cuore, finalmente l’ho trovata. Non troppo grande, non troppo piccola, accogliente, con titoli scelti uno per uno da chi la gestisce e quell’atmosfera capace di farti perdere il senso del tempo. Il libraio Alessio Zambardi sa fare magie;
  • Re:Sound, un podcast scovato leggendo la newsletter di Rob Walker. Un “remix of audio goodness from around the world”: un’antologia di stralci di programmi bellissimi raggruppati per temi, tra audio documentari, storie e chicche d’archivio. Le puntate sono lunghe, di un’ora, ma ci scivoli dentro e se hai un po’ di allenamento con l’inglese trovi davvero dei tesori;
  • la newsletter di Negozio leggero: tutti i lunedì, tre consigli molto pratici su come migliorare la sostenibilità delle nostre scelte quotidiane, dalla casa alla cura della persona;
  • Forestuna app per gestire la dipendenza da smartphone. Funziona così: non tocchi il telefono 25 minuti per volta, con un timer che, se riesci a resistere e a concentrarti davvero su quello che stai facendo, ti premia con un albero che cresce nella tua foresta virtuale. Se non ce la fai e molli prima, l’albero muore.

Quanto mi piacciono i listoni? Tanto.

(Immagine: Angèle KampUnsplash)

0 Commenti

    Lascia un commento

    Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.