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Consigli / Letture

Parola di libraio: un consiglio di lettura di Alessio Zambardi

un'insegna con la scritta Books

Un giorno qualunque del 2019 l’Universo mi fa un regalo: mentre vago col passeggino per strade che non conosco, mi imbatto nelle vetrine della libreria Il Mattone e capisco subito di aver trovato il tipo di posto che stavo cercando da sempre.

Ho sempre immaginato la mia libreria del cuore non troppo grande, non troppo piccola, accogliente, con titoli scelti uno per uno da chi la gestisce e quell’atmosfera capace di farti perdere il senso del tempo. Il Mattone è proprio così.

È a Centocelle, di fronte alla fermata Bresadola del tram 19: entri e trovi piante con i nomi di scrittrici e scrittori, valigie piene di libri e scaffali con una selezione capace di suggerirti sempre il tesoro giusto al momento giusto.

Alessio Zambardi è un libraio un po’ da film, anzi da libro che poi arriva anche al cinema: ti ascolta, capisce che persona sei e poi ti spiazza pescando fuori dalla bolla dei soliti titoli per consigliarti qualcosa che ha amato tantissimo (qualche esempio: letture 201920202021).

Da quando lo conosco so quanto per lui sia importante che i libri resistano al tempo, per osservarli sulla lunga distanza: diffida della corsa al Capolavoro Necessario Del Momento, una caratteristica che adoro perché mi ricorda che la lettura è un piacere e non uno status o una gara.

Il Mattone non è sui social, ma sa parlare alla clientela in un modo speciale: ha una newsletter carbonara che arriva quando meno te l’aspetti. È una lettera di un amico che ti regala pensieri, consigli di lettura e a volte anche racconti e pezzi comici: ho chiesto ad Alessio il permesso di condividere qui alcuni dei miei numeri preferiti, lui forse si è imbarazzato un po’, ma ha detto di sì.

E quindi ecco una nuova rubrica.

Come…

di Alessio Zambardi

«Dalla mia finestra si poteva vedere il paese digradare verso la valle e il torrente. Era un vasto ammasso di pietre sotto le quali sembrava impossibile che qualcuno potesse trovare asilo: e solo il fumo che usciva dai neri comignoli faceva sospettare una traccia di vita umana.Subito mi era piaciuto addentrarmi nei vicoli stretti che passavano dinanzi a quegli abituri. […] Le case erano tutte di pietra greggia, al vivo; e nessuna aveva per base la calma fidata del piano. L’una si sosteneva all’altra e i tetti formavano altrettanti scalini: così s’aggrappavano al fianco della montagna cercando riparo dal vento e dal freddo che nell’inverno era rigidissimo. Il caldo invece arroventava quelle pietre calcaree sì che nelle case gli abitanti cocevano, come il pane tra le pietre del forno.La valle era ampia, circondata da colline e montagne che la stringevano in un giro tondo. Le montagne si tingevano di rosa o di giallo secondo il volgere del sole e, nel sole, apparivano benefiche e accoglienti. Ma, sul fianco delle montagne, separati tra loro da valli e fiumiciattoli, altri miseri borghi nascevano simili a funghi, verruche, ove, dal centro, il campanile si levava come un urlo».

Oltre a godere della bellezza di queste righe (così son sembrate ai miei occhi) vorrei che vi soffermaste sulle ultime parole: “dal centro, il campanile si levava come un urlo.” Ecco cosa (altro) fa chi scrive: si impegna. Non importa che lo scritto sia un romanzo, un racconto o una poesia. Chi scrive cerca, cerca, cerca, non trova, ri-cerca, ri-pensa, non-dorme, e finalmente quella parola arriva mentre deve scola’ la pasta, ma fa niente: deve appuntarsi quella parola, quella frase, ché se sfugge non la ribecca più.

Chissenefrega degli insulti dei parenti perché la pasta è scotta, non poteva non segnarsi quella parola, quella frase (e comunque guardiamo il bicchiere mezzo pieno: hai visto mai che i parenti non vengono più a cena…). 

Diffidate dunque dei vari: “tesa come una corda di violino”, “buio come la notte”, “bianco come la neve”, “preciso come un orologio svizzero”, “mi vergognavo come un ladro”. Sono sinonimo di pigrizia (nulla contro i pigri, per carità: io sono pigro).

Il brano che avete letto sopra è tratto dal libro Dalla parte di lei, di Alba de Céspedes: bellissimo libro. Bello come… come… come… come un libro di Alba de Céspedes!

Grazie a tutti.
Alessio 

P.S. Aspettavo il 19 quando il mio sguardo si è spostato su una macchia verde appoggiata al muro: una piantina, con due steli prossimi a fiorire. Avrei voluto chiederle “ma dove hai messo le radici?”: eppure tra il cemento del marciapiede e il cemento del muro le radici si sono fatte spazio come… … … (terminate voi, ma solo se volete. E non siate pigri.)

(Foto: César ViteriUnsplash)

4 Commenti

  • Ilaria
    4 Dicembre 2022 at 10:34

    Quando ho conosciuto Alessio e il “mondo” che lo circonda, Il Mattone, ho pensato subito ad una canzone che adoro di Niccolò Fabi, che recita così: “Perché l’argento sai si beve, ma l’oro si aspetta”.
    Se non conoscete la canzone, “il negozio di antiquariato”, ascoltate…..mentre passeggiate verso il Mattone…..visto che siamo a Natale, fatevi un bel dono, magari mentre ne fate di altrettanto belli ai vostri cari, con Alessio come guida, sarà di certo originale, apprezzato e inaspettato!
    “Per ogni cosa c’è un posto
    ma quello della meraviglia
    è solo un po’ più nascosto”.

    PS. …tra il cemento del marciapiede e il cemento del muro le radici si sono fatte spazio come ……come un neonato risale la pancia calda della mamma, per arrivare ai seni. Con una naturalezza e uno sforzo entrambi straordinari.

    Reply
  • Riccardo Baldinotti
    4 Dicembre 2022 at 18:46

    …come Adriana tra il pubblico che aveva assistito al combattimento di Rocky.

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  • […] po’. Ok, mi direte voi, ma i consigli di chi? Se non avete la fortuna di poter contare su un Alessio, ho pensato di darvi comunque una mano andando a ripescare le liste di consigli di lettura delle […]

    Reply
  • […] puntata precedente ci ha parlato di Alba de Céspedes: adesso poi ditemi se non vi viene voglia di leggere […]

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