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Creatività

Posta creativa: aiuto, ho troppe idee

un braccio spunta da un piumone

Quando ho lanciato l’idea della posta creativa non credevo mi arrivassero subito delle risposte. Sono quindi rimasta senza parole quando, a poche ore dal mio post, è arrivata la prima lettera. È di Valentina, una persona che a me ha raccontato un bel po’ di sé, ma che a voi basterà sapere che scrive, per l’editoria e non solo.

Cara Valentina,

più la vita si fa difficile, più scrivo e partorisco idee. Ora ho molti problemi e partorisco MOLTE idee (non solo autoriali). 

Comincio a realizzarle, ma lascio tutto al livello di bozza o di progetto. Mollo quello che mi diverte, perché non mi farebbe guadagnare quindi non è prioritario; mollo perché servirebbero interlocutori e collaboratori che non ho e che non ho il tempo di contattare; mollo perché mi butto su altro. Mollo malamente anche i possibili interlocutori (anche di buon livello) che mi smontano con settimane di attesa per “uno slot per una call”. Mollo perché sono una lettrice forte e penso sinceramente che tutto quello che importa è già stato scritto. Ma soprattutto mollo perché ho un lavoro che ci mantiene e non sono alle strette.

Il mio problema non è tanto che non credo nei miei progetti, ma che credo a tutti! Quindi restano nelle mie cartelle Google Drive, mi sembrano buoni anche ripresi a mesi di distanza, ma occupano spazio mentale portando via tempo ad altro.

Come prioritizzo? Come scarto? E poi: per chi ha senso portare avanti un’idea? A me non interessa molto essere sul tavolo di una libreria, io scrivo perché è il mio modo di esistere, ma forse agli altri non serve.

Grazie,
Valentina

Cara Valentina,

iniziamo dalla fine: per chi ha senso portare avanti un’idea? Per te.

Per il luccichio di un progetto nuovo, per l’accelerazione che dà immaginare qualcosa che non esiste ancora, per quel punto di vista diverso che regala alle tue giornate. Per come ti fa sentire.

Le idee non devono essere solo e sempre utili né devono rispondere per forza a una necessità precisa: un mondo di fantasia non ha lo stesso fine di un cacciavite, almeno non all’apparenza. Però entrambi nascono da un’invenzione, da una mente che un bel giorno ha visto qualcosa che prima non c’era. A che servono allora le idee? A sentire quel friccicore; magari anche a farlo sentire ad altre persone, ma non è obbligatorio.

Viviamo in una società che ci spinge a correre, a ottimizzare tutto così da poter fare mille attività insieme per riempire tutti i vuoti. Ti dicono che i progetti devono essere realizzati in fretta per nutrire la tua immagine pubblica, devono essere wow e portarti dove vuoi all’istante. Io però non la penso così.

Io credo nella marinatura delle idee. Credo negli spunti che magari partono da un lampo, ma poi si prendono del tempo per diventare quello che non riesco subito a vedere. Non sempre si può fare tutto subito e di sicuro non si può fare tutto insieme.

Ci hanno riempito la testa col mito del multitasking, ma quella è una chimera: proviamo a esplorare una cosa alla volta e a scoprire che effetto ci fa.

Come decidere però le priorità?

Prendi i tuoi progetti, scrivili su un foglio. Poi osservali bene: qual è il più facile? Quale richiederebbe meno passaggi, meno collaborazioni, meno fatica? Inizia da lì. Io lo chiamo lo scalino basso: per partire serve qualcosa di semplice, che ci dia slancio e ci dica che ce la possiamo fare. Non è vero che ci dobbiamo mettere alla prova solo con roba grandiosa, concentriamoci sui piccoli passi.

Di sicuro in quella lista c’è un progetto più abbordabile: se non lo trovi, prendi il meno complesso e semplificalo. Scegli quello che ti fa divertire di più o quello che ti fa sentire più sicura. Prendilo come un’occasione per avere del tempo creativo tutto per te, senza gli obblighi del lavoro.

Poi: togli i progetti dal Google Drive collegato alla mail che usi sempre. Apri un’altra casella di posta solo per loro: mettili su quello spazio e immaginalo come il tuo laboratorio. Devono stare dove li puoi vedere solo quando vuoi, non tutti i giorni mentre lavori o usi il tuo Gmail. Usa quell’indirizzo anche per iscriverti a newsletter che ti ispirano; consideralo un luogo a parte, un’isola lontana dalla quotidianità.

E poi, ultima cosa: prendi l’idea che hai deciso di realizzare e scrivi dieci cose che puoi fare per metterla in pratica. Sii specifica. Anche lì, parti dalla più facile, poi il resto.

Quando vai in crisi leggi Oliver Burkeman, io ne ho scritto qui.

Buona creazione e soprattutto buon divertimento.

Ti abbraccio,
Valentina

(Nelle prossime lettere di questa rubrica parleremo di abitudini creative e trucchi per spegnere fastidiose vocine interiori. Vuoi scrivermi anche tu? Fallo qui)

(Immagine: elizabeth liesUnsplash)

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