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Comunicazione

Manifesto dell’Instagram che vorrei

un divano tra sole e ombra, con un cuscino con stampata la scritta life is beauty full

L’Instagram che mi piace è fatto di relazioni e di distanze che si accorciano, di persone che parlano con altre persone. Non è fatto di monologhi dal piedistallo diretti a masse indistinte di gente vista solo come un portafogli da prosciugare.

Mi piacciono: il dialogo, la scoperta, il consiglio gentile, la sorpresa, l’ispirazione, la riflessione, la risata di cuore, la pacca sulla spalla, la pucciness.

Non mi piacciono: l’aggressività, la corsa all’indignazione, il commento frettoloso sul fatto del giorno solo per racimolare nuovo seguito, la mentalità del club esclusivo, la sindrome del sentirsi vip sempre e comunque.

Mi piace: ascoltare e sentirmi rimescolata perché c’è chi ne sa più di me e illumina punti che da sola non avrei mai visto.

Non mi piace: il senso di superiorità, i So Tutto Io, la mancanza di sensibilità.

Sto online per circondarmi di contenuti che mi informano, mi sorprendono, mi arricchiscono, mi divertono e mi fanno riflettere. Poi mi piace prendere questi spunti e condividere con altre persone quello che mi fa stare bene o mi è utile.

Siamo noi a creare le bolle che abitiamo ogni giorno: meglio portarci dentro quello che ci serve e che ci dà benessere mentale.

Serve un po’ di allenamento a scegliere e a lasciare indietro quello che ci fa stare male: a volte nascondere o smettere di seguire è il regalo più prezioso che possiamo farci.

Serve un po’ di pratica anche per prendersi uno spazio e raccontare quello che scopriamo, viviamo o pensiamo: all’inizio può sembrare difficile, ma poi può diventare molto divertente, anche liberatorio.

Nell’Instagram che vorrei non c’è la spinta pressante all’esporsi né si pubblicano contenuti solo per paura di sparire e di farsi dimenticare. Che poi dico Instagram perché è dove passo più tempo, ma vale anche per il resto.

Il mio mondo social ideale è fuori moda, ma non per questo smetto di cercarlo o di provare a costruirne un pezzetto. Magari facciamoci compagnia.

(Foto di Masaaki Komori su Unsplash)

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